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Oltre fusa e carezze
Il lato oscuro dei gatti

Oltre fusa e carezze <br />Il lato oscuro dei gatti
Secondo gli scienziati rappresentano una minaccia per la biodiversità. Per questo è importante sensibilizzare i loro padroni sul tema

Oltre fusa e carezze
Il lato oscuro dei gatti

Secondo gli scienziati rappresentano una minaccia per la biodiversità. Per questo è importante sensibilizzare i loro padroni sul tema

Carini, simpatici, teneri: grazie alle loro caratteristiche, i gatti hanno conquistato un posto di primo piano nel cuore degli amanti degli animali. Eppure, proprio per questo, ci si dimentica spesso di un fatto: i nostri felini sono, prima di tutto, dei cacciatori. E, per tale motivo, possono rappresentare un pericolo per la biodiversità, come dimostrato dalle ricerche scientifiche. Talvolta capita che il proprio amico a quattro zampe porti in casa qualche «regalino», come lucertole, topi e uccellini morti.

L’istinto dei mici, infatti, li porta ad aggredire le bestiole selvatiche che capitano a tiro. Un comportamento relativamente «innocuo», se si considera il singolo animale, ma che assume un’altra dimensione se si pensa al numero di esemplari presenti nel territorio. Secondo gli scienziati, i gatti rappresentano una seria minaccia per molte specie: ciò vale sia per i felini rinselvatichiti che per quelli lasciati liberi di girare all’esterno della propria abitazione. Secondo una recente analisi di BirdLife International, i mici uccidono più dei fucili. Se si guardano le liste rosse dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), emerge come il gatto domestico sia stato responsabile dell’estinzione di 44 specie; altre 100 sono in pericolo per lo stesso motivo. Solo negli Stati Uniti i gatti vaganti predano un numero di uccelli compresi tra gli 1,4 e i 3,7 miliardi. Per questo motivo è importante sensibilizzare i padroni sul tema, educandoli alle migliori pratiche di controllo, mettendo comunque sempre in primo piano il benessere dell’animale.

Questo aspetto non sempre è presente nella coscienza dei gattofili: uno studio inglese ha individuato cinque categorie di proprietari in relazione al tema. Solo una di queste è consapevole dell’impatto del loro animale domestico sulla fauna selvatica e se ne sentono responsabili. Tuttavia non mancano le soluzioni per arginare il problema, rispettando comunque la libertà del proprio micio. Esclusa ovviamente l’idea del confinamento domestico – per molti proprietari inaccettabile – si può ad esempio attaccare al collo dell’animale dei sonaglietti, così da avvertire uccellini e altri piccoli animali selvatici dell’arrivo del felino. Altrimenti si può optare per un collarino colorato, che renda il gatto facilmente individuabile dalle loro prede. Quello della caccia rimane comunque un problema complesso, che deve fare i conti con la natura dell’animale e l’amore incondizionato dei loro proprietari.

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