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Quando il gioco è...
a quattro zampe

Quando il gioco è...<br />a quattro zampe
Dal lupo fino al labrador, la predisposizione del cane a lasciarsi andare ad atteggiamenti allegri sarebbe nata decine di migliaia di anni fa

Quando il gioco è...
a quattro zampe

Dal lupo fino al labrador, la predisposizione del cane a lasciarsi andare ad atteggiamenti allegri sarebbe nata decine di migliaia di anni fa

Tutti i cuccioli amano giocare. Bambini e animali. L’esperienza lo conferma: basta pensare alla propria infanzia, osservare i piccoli di adesso o guardare un documentario. Cani e gatti sono amorevoli a pochi mesi dalla nascita e ciò spinge i proprietari a dedicare loro più attenzioni e a passare ore di svago. Giocando, appunto.

Di recente uno studio pubblicato sulla rivista «Biology letters» ha sostenuto che la predisposizione al gioco nei cani potrebbe essere stata un fattore chiave per il loro addomesticamento. Se anche si mantiene vivo il dibattito scientifico sull’inizio del processo tra uomo e animale, è ormai dato per certo che il primo contatto sia avvenuto con l’antenato dell’odierno lupo, nei territori che ora coincidono con la Germania o la Siberia. Decine di migliaia di anni fa gli esemplari meno paurosi avrebbero trasformato la loro diffidenza e ferocia in lealtà e socievolezza.

Lo studio, redatto dai ricercatori dell’Università di Stoccolma, in Svezia, è partito proprio osservando la predisposizione al gioco con la palla dei cuccioli di lupo. Un comportamento quasi istintivo come anche quello osservato nell’antenato del basenji, razza di cane originaria dell’Africa che molto probabilmente è stata la prima a essere addomesticata.

Il passaggio dal gioco all’addestramento sembra essere stato breve, dunque, anche per l’intelligenza dello stesso animale. Lo ha confermato il biologo dell’evoluzione Niclas Kolm, responsabile dello studio svedese, su National geographic: «Tutto questo ha un senso a livello pratico: se un cane vuole giocare con te, sarà più facile anche addestrarlo» e «se i cani da pastore hanno bisogno di avere un forte legame con il loro padrone per essere efficienti, il gioco può rafforzare questa relazione».

Tutti i cuccioli amano giocare, si diceva. Scimpanzé, lupi, orsi, leoni, persino antilopi e giraffe. Cani e gatti sono fortunati perché hanno anche un ambiente adeguato e protetto per sviluppare atteggiamenti più svagati. E non limitano l’interazione all’uomo. Anzi. Giocano con cuccioli di altre specie. Come il caso dei cavalli e dei cani, che per secoli hanno vissuto fianco a fianco nel servire il padrone.

Per approfondire la questione, i ricercatori di Stoccolma hanno analizzato il comportamento e la personalità di 89mila cani di 132 razze diverse tra il 1997 e il 2013, confermando che gli esemplari da pastore e quelli sportivi (anche da combattimento) sono più inclini a giocare. Una delle risultanze è che l’uomo potrebbe aver addomesticato per primi i cani che si lasciavano andare a comportamenti più allegri.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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