Con il naso all’insù

Quando un solo verso
fa un’intera poesia

Quando un solo verso <br />fa un’intera poesia
Gli occhi grandi e i ciuffetti auricolari sono tipici della specie

Quando un solo verso
fa un’intera poesia

Gli occhi grandi e i ciuffetti auricolari sono tipici della specie

L’assiolo è un piccolo rapace notturno fortemente minacciato d’estinzione a causa dell’antropizzazione e della scomparsa delle popolazioni di grandi insetti. L’osservatorio ornitologico di Sempach stima una presenza, sull’intero territorio elvetico, di appena 30-40 coppie.

Grazie al suo piumaggio perfettamente mimetico, si confonde con la corteccia degli alberi e risulta praticamente invisibile. Quando viene disturbato allunga il corpo e muove la testa, ricordando vagamente l’atteggiamento della civetta, e rizza i ciuffi auricolari, per sembrare più grande e mettere in fuga l’aggressore.

Anche la letteratura è rimasta affascinata da questo misterioso abitante notturno dei boschi e Pascoli gli ha dedicato la poesia “L’Assiuolo” che gioca con il verso di questo uccello per creare la figura retorica dell’onomatopea: “Le stelle lucevano rare/tra mezzo alla nebbia di latte:/sentivo il cullare del mare,/sentivo un fru fru tra le fratte;/sentivo nel cuore un sussulto,/com’eco d’un grido che fu./Sonava lontano il singulto:/chiù...”

Le caratteristiche
L’assiolo è il più piccolo esponente degli strigiformi e non presenta un dimorfismo sessuale particolarmente accennato tranne per il fatto che la femmina è un po’ più grande del maschio. Il peso arriva raramente a 100 grammi e si colloca, di norma, tra i 60 e i 95 gr. La lunghezza è di 20 cm e l’apertura alare si aggira attorno al mezzo metro. Caratteristici sono i ciuffetti auricolari che sembrano dei piccoli corni. Il piumaggio è grigio-bruno nella parte superiore, mentre tende al castano scendendo lungo il corpo. La muta avviene sia in autunno che in primavera.
Qui è possibile sentire verso tipico dell’assiolo. Questa specie emette solamente un suono costante e ripetuto: tchiù, tchiù, tchiù.

L’ambiente
La specie Otus scops è l’unica specie di rapace notturno indigeno a migrare su lunga distanza. Passa, infatti, gli inverni in Africa a sud del deserto del Sahara. A fine stagione riproduttiva, tra luglio e ottobre, lascia i nostri territori, mentre in primavera rientra tra marzo e maggio come si può anche notare dal diagramma di presenza durante il corso dell’anno. In Svizzera è diffuso, seppur con pochi esemplari, principalmente in Vallese e in Ticino presso le Bolle di Magadino. Predilige ambienti aperti fin verso i 1.500 metri di altitudine e si trova a suo agio in habitat suburbani con zone agricole e frutteti.

La riproduzione
La nidificazione è fortemente concentrata, seppur non esclusiva, attorno ai 600 metri di quota. L’assiolo è una specie monogama e le coppie si formano di anno in anno. Il nido è semplicemente una cavità arborea e ospita 4 o 5 uova che vengono covate dalla femmina per circa 25 giorni. I piccoli imparano a volare entro i 30 giorni di vita, ma ancora per un breve periodo vengono assistiti dai genitori.

La nutrizione

Questo rapace caccia di notte e si ciba di insetti, con preferenza per cicale, cavallette e grilli, e altri invertebrati. Occasionalmente integra la dita con micromammiferi, uccelli, rettili e anfibi. La tecnica di caccia è all’agguato, da posatoi sopraelevati e in ambienti che garantiscono una buona visibilità.

Scheda zoologica
Classe: Aves
Ordine: Strigiformes
Famiglia: Strigidae

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Articoli suggeriti
Ultime notizie: Animali
  • 1