Lo studio

Sempre meno zanne
per gli elefanti africani

Sempre meno zanne <br />per gli elefanti africani
Negli anni molti esemplari femmina le hanno perse per sfuggire al bracconaggio

Sempre meno zanne
per gli elefanti africani

Negli anni molti esemplari femmina le hanno perse per sfuggire al bracconaggio

Mozambico, anno 1977: è guerra civile. Ma non è solo la popolazione umana quella coinvolta nel conflitto: lo sforzo bellico di entrambe le parti è finanziato dal commercio di avorio proveniente dalle preziosissime zanne di elefante, al punto che nel territorio si verifica un drastico calo di questi mammiferi (90%). Un dato ripreso in mano, messo in luce e accuratamente approfondito in tempi recenti da un biologo della Princeton University, Shane Campbell-Staton. L’esperto, avendo notato l’assenza delle zanne in alcune femmine africane di elefante riprese in un video online, ha voluto andare a fondo dei motivi di questa mancanza. Le cugine asiatiche, infatti, sono di norma senza, mentre i mammiferi dell’Africa hanno quei quasi tre metri di avorio indipendentemente dal loro sesso.

Una stranezza che ha portato, quindi, a ipotizzare che ci fosse una causa concorrente al fenomeno di perdita di zanne occorso tra il 1977 e il 2004. Nell’arco di questo periodo, del resto, la proporzione di femmine priva di questa componente fisica che tanto frutta all’economia illegale è cresciuta, passando dal 18 al 33%.

Lo studioso ha rilevato, a questo punto, come l’aumento della caccia per motivi bellici possa aver favorito un meccanismo fisiologico di auto protezione nelle elefantesse: analizzando il genoma di questi animali, è emerso un gene specificamente responsabile della mutazione, trasmesso di madre in figlia, che potrebbe aver permesso all’area femminile della specie di tutelarsi dai bracconieri, in quanto non più fonte di redditizi commerci. Lo studio, pubblicato su Science, ha messo inoltre in evidenza alcuni elementi importanti: la stessa mutazione si rivela letale negli esemplari maschi, motivo per cui a Gorongosa solo le femmine presentano questo “handicap”. Una menomazione fortunata, si potrebbe dire, perché pone alcuni di questi elefanti al riparo dal bracconaggio, anche se è conseguenza di un mercato nero che non si può e non si deve smettere di denunciare, pena l’estinzione di questi giganti mammiferi meravigliosi. Non è trascurabile, a questo proposito, il fatto che la situazione africana impiegherà all’incirca cinque o sei generazioni per ritornare alla normalità.

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