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Tenero ma «difficile»:
i segreti del petauro

Tenero ma «difficile»: <br />i segreti del petauro
Una simpatica specie selvatica, che può diventare anche «domestica». Ma con qualche accortezza

Tenero ma «difficile»:
i segreti del petauro

Una simpatica specie selvatica, che può diventare anche «domestica». Ma con qualche accortezza

Non solo cani e gatti: la lista di animali che possono farci compagnia ogni giorno è molto più lunga di quanto si creda. Tenero e misterioso al tempo stesso, anche il petauro dello zucchero rientra nell’elenco. Certo, non si tratta di una specie facile da tenere, ma una volta compreso come accudirla può regalare grandi soddisfazioni.

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Il petauro è un mini marsupiale diffuso nel Sud Est Asiatico e in Australia: le sue dimensioni non superano i 16 centimetri di altezza, mentre il peso oscilla tra i 115 e i 140 grammi. L’aspetto è davvero dolce: assomiglia a un piccolo topolino, con orecchie piccole e occhi grandi. Caratteristica, questa, per lui fondamentale, visto che si tratta di un animale notturno.

Un altro elemento che contraddistingue il petauro dello zucchero è senza dubbio la membrana che unisce gli arti anteriori con quelli posteriori. Ciò gli permette di spiccare salti lunghissimi e di planare da un ramo all’altro (in natura vive sugli alberi) fino a 80 metri. Infine, come gli altri marsupiali, anche le femmine di questo animaletto hanno il tipico marsupio, che lo accumuna ad esempio ai canguri. Questa tasca funge da rifugio per i piccoli appena nati.

In natura il petauro è particolarmente socievole e vive in gruppetti di sette o otto individui. Quando cala il sole si mette a caccia di cibo: dagli artropodi al nettare, ma non solo. Il nome di questo animale deriva proprio dalla sua dieta, visto che è ghiotto anche di frutta, ricca di zuccheri.

In Svizzera il petauro è considerato una specie selvatica, per questo può essere tenuto in casa solo con un’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio del veterinario cantonale.

Una volta svolte le formalità, occorre imparare come accudire questo animaletto. Nonostante il suo aspetto tenero, infatti, può rivelarsi di indole aggressiva. Occorre perciò riservargli il giusto spazio, dedicando almeno sei metri quadrati di superficie per una altezza minima di due metri. All’interno bisogna richiamare l’ambiente naturale, predisponendo rami e corde, proporzionati alle dimensioni degli arti. Inoltre si suggerisce di installare delle casette, in modo che possa nascondersi.

Infine, si deve ricordare che si tratta di una specie sociale: per questo motivo non se ne può tenere solo un esemplare. Se però gli animali si rivelano incompatibili di carattere, vanno separati, pur mantendendo la possibilità di un contatto visivo e olfattivo.

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