Comunicazione

Un «gioco» di sguardi
tra cani ed umani

Un «gioco» di sguardi <br />tra cani ed umani
Pare che il legame tra padrone e quattro zampe sia determinato dall’interazione sul piano visivo.

Un «gioco» di sguardi
tra cani ed umani

Pare che il legame tra padrone e quattro zampe sia determinato dall’interazione sul piano visivo.

Il legame tra gli esseri umani e Fido è fortissimo e sfida il tempo. Già nell’antichità, Seneca aveva sottolineato come «l’affetto per un cane dona grande forza all’uomo». Con il passare dei secoli, tale affermazione ha trovato conferme sempre più evidenti. Costruire un rapporto con il proprio cane non è sempre facile, ma può regalare infinite emozioni.

Secondo la scienza, questa preziosa relazione è costituita soprattutto da sguardi: la comunicazione visiva riveste infatti un ruolo fondamentale. Nel momento in cui si guardano, cane e umano producono ossitocina, un ormone che incide positivamente sulla sfera della fiducia e dell’affettività. Stando a uno studio condotto dai ricercatori della Eötvös Loránd University (Ungheria), però, non tutti gli esemplari hanno la medesima «potenzialità visiva». In altri termini, non tutti i cani riescono a comunicare allo stesso modo con gli esseri umani: esistono razze più predisposte rispetto ad altre. Il team scientifico ha analizzato 125 cani adulti di razze ed età diverse – ma tutti da compagnia – , inclusi numerosi meticci. Gli animali sono stati sottoposti a diversi test comportamentali, tra cui uno dedicato alla propria capacità di fissare gli umani.

Gli esemplari venivano premiati con un prelibato bocconcino ogni volta che riuscivano ad instaurare un contatto visivo con uno studioso. Con il passare del tempo, i quattro zampe svolgevano il compito sempre più velocemente, ma alcuni di loro risultavano decisamente più rapidi di altri. Per gli scienziati lo scarto tra animali più o meno portati è inoltre determinato dalla testa e dalla lunghezza del muso. Infatti, pare che i cani con il naso corto – come i boxer o i bulldog – siano più abili e veloci rispetto ai colleghi con il muso allungato. I ricercatori non hanno indagato, almeno per ora, se anche nell’uomo la lunghezza del naso abbia qualche relazione sulla capacità di comunicare con il cane. Infine, lo studio ha dimostrato che maggiore è la comunicazione visiva manifestata da parte dei cani e maggiore è la cooperazione con l’uomo. Non solo, la direzione del loro sguardo può essere considerata come un indicatore della focalizzazione dell’attenzione.

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