Con il naso all’insù

Uno scricciolo
d’uccellino

Uno scricciolo <br />d’uccellino
La coda eretta è tipica di questa specie

Uno scricciolo
d’uccellino

La coda eretta è tipica di questa specie

Quante volte abbiamo detto o sentito l’espressione «essere uno scricciolo»? Ebbene, questo modo di dire che allude affettuosamente alla costituzione gracile dei bambini, deriva proprio dalle minute dimensioni della specie che porta questo nome.
Il Troglodytes troglodytes è uno degli uccelli più parassitati dal cuculo che trova in questi esemplari dei perfetti sostituti della propria attività genitoriale di cova, alimentazione e svezzamento del pulcino.

Una leggenda di origine celtica attribuisce allo scricciolo il titolo di «re degli uccelli».
Il mito vuole, infatti, che un giorno tutti i volatili abbiano indetto una competizione per stabilire chi, tra loro, volasse più in alto. Il vincitore avrebbe meritato il titolo di re. Lo scricciolo iniziò ad innalzarsi, ma presto fu raggiunto dalla maestosa aquila. Il piccolo uccellino, senza perdersi d’animo, si aggrappò al dorso del grande rapace e si fece trasportare fino alla massima quota possibile per l’aquila. A questo punto spiccò nuovamente il volo e arrivò più in alto di tutti, vincendo così la gara.

Secondo il fascicolo 79 del Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana, edito nel 2011 dal Centro di dialettologia ed etnografia di Bellinzona, uno dei nomi dialettali dello scricciolo è cuaböcc, letteralmente «covabuchi», per l’abitudine dello scricciolo di infilarsi nelle siepi.

Le caratteristiche
Il Troglodytes troglodytes è ben diffuso in Svizzera con una densità da media ad elevata su tutto il territorio nazionale, all’infuori dell’alta montagna. Si stima, infatti, una presenza di 400.000–550.000 coppie. I numeri più elevati vengono raggiunti nei mesi freddi, quando agli esemplari stanziali, si aggiungono quelli che provengono dall’Europa settentrionale e svernano alle nostre latitudini.
Lo scricciolo pesa massimo 10-12 gr per una lunghezza di 9-10 cm e un’apertura alare di circa 14 cm.
Il corpo è compatto e arrotondato. La coda è corta e tozza, spesso tenuta eretta. Il colore è bruno, con una sfumatura più chiara sul petto. Il becco è lungo e sottile.
Qui è possibile sentire una registrazione del canto dello scricciolo che è vivace, forte e udibile, in modo sorprendente visto la minuta dimensione della specie, anche da grande distanza.

L’ambiente
Lo scricciolo si muove e nidifica in un habitat eterogeneo: dai boschi montani alla pianura, dai parchi cittadini alle zone coltivate, purché ci sia un’adeguata densità di vegetazione. La specie è curiosa e abituata alla presenza umana, Spesso lo si può notare posato a terra, dove è capace di muoversi agilmente e in modo molto rapido assumendo la tipica posizione con il petto in basso e la coda in alto.

La riproduzione
Differentemente da molti uccelli, la specie Troglodytes troglodytes non forma coppie fisse, ma vede il maschio che difende un territorio di riproduzione, all’interno del quale costruisce svariati nidi. Ogni femmina sceglierà poi un nido e lo ultimerà rivestendolo con piume e crini. Qui saranno deposte le uova, da 5 a 8, che la femmina coverà da sola per 15 giorni. Nel frattempo il maschio cercherà altre femmine con cui accoppiarsi. I pulcini rimangono nel nido per una ventina di giorni e anche in seguito, nella fase giovanile, vi faranno ritorno per passare la notte.

La nutrizione
Si nutre tipicamente di insetti, piccoli ragni e vermi. Saltuariamente si può nutrire di bacche.

Scheda zoologica
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Troglodytidae

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