È il 31 dicembre 2019. L’Organizzazione mondiale della sanità, con sede a Ginevra, riceve un’informazione ufficiale dalla Cina. «Abbiamo un problema». E che problema. Da qualche settimana ormai, a Wuhan, in quella metropoli poco conosciuta del Paese asiatico, vengono registrati casi di una strana polmonite. Una polmonite atipica, aggressiva, che miete vittime. In pochi giorni vengono segnalati 41 casi. L’epicentro è appunto il mercato del pesce e di animali vivi della megalopoli di 11 milioni di abitanti, nella provincia dell’Hubei. Nei giorni successivi il mondo comincia a capire la portata di quel problema. Viene infatti registrato il primo caso di quella che allora veniva chiamato 2019-nCoV fuori dalla Cina, in Tailandia. Quindi, un’altra brutta notizia: il virus si trasmetta da persona...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Approfondimenti
  • 1