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Il caso

Attentato alla storica pizzeria Sorbillo nel cuore di Napoli

Colpito da una bomba carta nella notte il locale del noto pizzaiolo in via dei Tribunali - «Colpito un simbolo di legalità» - Noi ci siamo stati pochi giorni fa

NAPOLI - C’è sempre tanta, tantissima gente all’entrata della storica pizzeria di Gino Sorbillo in via dei Tribunali 32, nel cuore di Napoli. Chi ci è stato sa che lì si mangia una delle pizze più buone della città e che il locale è noto in tutto il mondo non solo per questo, ma anche perché da anni il suo titolare è schierato in prima linea nella lotta per la legalità nel capoluogo campano. C’era tanta gente anche lo scorso venerdì 11 gennaio, quando ci siamo stati a pranzo - e abbiamo scattato le fotografie che trovate in questo articolo - designandola quale tappa obbligatoria di una breve vacanza partenopea. E ci è andata bene perché il locale avrebbe chiuso domenica 13 gennaio per un periodo di riposo che sarebbe dovuto durare fino al 20. Ma di riposo per Gino Sorbillo e i suoi ce3 n’è stato davvero poco: stamattina poco prima delle 4 l’esercizio pubblico è stato infatti teatro di un attentato. Ignoti - dalle prime immagini della videosorveglianza si tratterebbe di un uomo - hanno piazzato una bomba all’entrata del ristorante. Quello di Sorbillo non è un locale alla moda che attira i turisti grazie alle recensioni sulle guide. O meglio non è solo questo. Tutti i napoletani con cui abbiamo interagito - e grazie alla loro gentilezza e loquacità sono stati davvero tanti - ce ne hanno parlato. Dai loro discorsi traspariva non solo la bontà della sua pizza (che è davvero incredibile) ma molto di più. Traspariva cosa rappresenta, per Napoli e nell’immaginario dei napoletani, Sorbillo e quanto da lui fatto per esportare un’immagine positiva della città nel mondo nonché il suo contributo nella riabilitazione del mestiere. Tutto questo per contestualizzare alle nostre latitudini quanto successo all’alba davanti al suo storico locale.

Il menù della pizzeria su un tavolo del locale. (foto CdT/C.NACA).
Il menù della pizzeria su un tavolo del locale. (foto CdT/C.NACA).

«Dopo l’incendio di 5 anni fa adesso arrivano anche le bombe. Mi scuso con tutta la Napoli «buona», l’Italia «buona» e con tutte le persone che vivono onestamente perché certi avvenimenti così forti ed eclatanti fanno cadere le braccia e demoralizzano la società». Così su Facebook Gino Sorbillo ha commentato l’attentato alla sua storica pizzeria di via dei Tribunali, avvenuto poco prima delle 4 di stamattina. Sorbillo è sinonimo di eccellenza non solo nel capoluogo campano, dove è titolare di quattro pizzerie, ma in tutto il mondo. Appartenente a una delle famiglie di pizzaioli più antiche della città, è riuscito ad affermarsi nel mondo (nel 2017 ha aperto pure un locale a New York) come simbolo di Napoli e a Napoli come simbolo di legalità e di rinascita del quartiere antico.

Certi avvenimenti così forti ed eclatanti fanno cadere le braccia e demoralizzano la società

«Sono stato nell’Arma dei Carabinieri ed ho scelto di fare il pizzaiolo perché amo troppo la mia città e la amerò per sempre. La Napoli «sana» è sempre nel mio cuore», ha scritto ancora su Facebook postando un video della pizzeria di via dei Tribunali circondata da auto della polizia. Sia su Facebook che su Instagram è stata una pioggia di messaggi di solidarietà accompagnati dall’hashtag #nonmollaremai.

La pizza che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Viene cotta solo 45 secondi nel forno a una temperatura di oltre 400 gradi centigradi. (foto CdT/C.NACA)
La pizza che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Viene cotta solo 45 secondi nel forno a una temperatura di oltre 400 gradi centigradi. (foto CdT/C.NACA)

L’ATTENTATO NELLA NOTTE

La bomba carta piazzata all’alba di mercoledì ha danneggiato il locale al pianoterra, le due porte blindate poste oltre l’ingresso hanno evitato che il guardiano notturno rimanesse ferito.

Le immagini delle 24 telecamere di videosorveglianza che il locale ha in zona sono vaglio delle forze dell’ordine. Stando ai siti italiani, l’ipotesi più probabile sarebbe il racket anche se il titolare ha dichiarato di «non aver avuto richieste» (di tangenti, ndr.). «Hanno colpito un simbolo di legalità e rinascita: una bomba contro di me per avvertire tutti, credo ci siano nuovi equilibri tra clan, sembra una dimostrazione di forza» ha detto ancora al quotidiano italiano La Repubblica Sorbillo.

Hanno colpito un simbolo di legalità e rinascita

Dura la reazione del presidente della Commissione antimafia Nicola Morra, che ha commentato l’accaduto su FB. «Vermi usi soltanto a strisciare, perché non hanno spina dorsale, provano ad intimorire Gino Sorbillo, con una bomba nella storica pizzeria a via dei Tribunali. Oggi pomeriggio sarò a Napoli a testimoniare che lo Stato combatte la Camorra, perché Napoli schifa le mafie e non abbassa la testa».

L‘entrata del locale in via dei Tribunali, davanti al quale giornalmente si creano lunghe code. (foto CdT/C.NACA)
L‘entrata del locale in via dei Tribunali, davanti al quale giornalmente si creano lunghe code. (foto CdT/C.NACA)

Già nel 2012 la pizzeria era stata colpita da un incendio, definito dal pizzaiolo nella sua autobiografia «Pizzaman» (2017, edita da Dissapore), «l’unica volta in cui pensai di aver perso davvero tutto, compresa la voglia di rimettermi in carreggiata». «Il primo istinto di tutti, anche il mio - si legge ancora nel libro -, fu di pensare a un incendio doloso, anche se anticipai alle forze dell’ordine che non avevo subito minacce o tentativi d’estorsione. Pensai anche che potesse trattarsi di una vigliaccata di qualcuno, di un atto dimostrativo per riacutizzare la paura per la malavita negli esercenti della zona: colpire Sorbillo, simbolo di legalità e della rinascita del quartiere, per educare tutti gli altri». Alla fine l’incendio fu archiviato come «non doloso» e il locale riaprì venticinque giorni dopo.

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