Nel triennio 2016-2018, 33 grandi banche mondiali hanno finanziato aziende attive nel settore dell’estrazione, della lavorazione e della distribuzione delle energie fossili per un totale di 1.900 miliardi di dollari. Carbone, petrolio e gas, come si legge nel report «Banking on Climate Change» della Rete d’azione per le foreste pluviali (RAN). Una cifra astronomica, raggiunta anche grazie alla principesca iniezione di capitali da parte di cinque fra i maggiori istituti nordamericani: JP Morgan, Wells Fargo, Citi, Bank of America e RBC. Insieme, hanno investito poco meno di 700 miliardi di dollari. Il motivo principale? Gli importanti rendimenti sui capitali. Ora, da qualche mese ormai, si assiste a un’inversione di tendenza: molte banche, attente ai cambiamenti climatici e all’accresciuta domanda...

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