Una mattanza. O, se preferite, una strage. Lo suggeriscono le immagini. Crude, crudissime. Lo dicono i numeri. Quasi millecinquecento delfini ammazzati. Per diletto. Anzi, per tradizione. Il fattaccio è avvenuto domenica alle isole Faroe, un arcipelago a governo autonomo ma dipendente dal Regno di Danimarca. La notizia, va da sé, ha fatto il giro del mondo. Sea Shepherd, da anni impegnato per fermare la caccia in mare aperto, non ha usato giri di parole: «È la più grande uccisione di delfini o globicefali della storia faroese».

La caccia ai cetacei, chiamata Grindadráp, è perfettamente legale. Di più, è un evento molto sentito lassù. Tant’è che gli abitanti del posto si radunano per assistere all’uccisione degli animali. Quindi, si dividono la carne. Tradizione, appunto. Ma a che prezzo? La...

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