In passato – come abbiamo visto – erano le ragazze madri in difficoltà, ripudiate dalla famiglia o lontane da casa, con i loro bambini, ad animare le sale di Casa Santa Elisabetta. Adesso invece sono donne vittime di violenza domestica (attualmente la categoria prevalente), mamme con problemi psichiatrici oppure di dipendenza. La casistica si è diversificata a partire dagli anni Novanta, si legge sull’opuscolo commemorativo di Manuela Maffongelli «Casa Santa Elisabetta, da 70 anni un tetto per le madri in difficoltà» pubblicato in collaborazione con l’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino.

«Oggigiorno i pregiudizi nei confronti di chi ha un figlio al di fuori di una relazione stabile sono praticamente scomparsi e la struttura si è trasformata, adeguandosi alle nuove esigenze sociali»,...

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