Tutti parlano di Don’t Look Up. A tratti irriverente, molto forte, questo film esamina dinamiche profonde. Ne abbiamo discusso con Alec Ross. Poliedrico, brillante, ex consigliere di Hillary Clinton e consulente tech di Barack Obama, «distinguished adjunct professor» presso la Business School dell’Università di Bologna.

Anche se il film è caricaturale, ci sono analogie con la realtà: c’è il tema dell’improvvisa notorietà di un professionista, di un personaggio serio. Ci ha ricordato i virologi durante la pandemia.«Il film è un successo anche perché in due ore ci sono tanti argomenti. Se ne discutiamo, su questi temi si crea un dialogo. Sì, il film è caricaturale. Ma c’è un fatto, penso sia molto importante. Lo vediamo nel film, ma come hai notato, l’abbiamo visto anche con il coronavirus. Questi...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Approfondimenti
  • 1
    L’analisi

    No, la politica «zero-COVID» non è più attuale

    La telenovela Djokovic ha riportato sotto la luce dei riflettori la gestione della pandemia da parte dell’Australia: dal record di lockdown ai confini blindati per mesi e mesi, passando per il tentativo di eliminare del tutto il virus

  • 2
  • 3
  • 4
    il punto

    «L’Occidente non dimentichi l’Afghanistan»

    A oltre quattro mesi dalla partenza delle truppe statunitensi, nel Paese la situazione rimane drammatica - Fra violenze e diritti negati, le donne afghane non hanno smesso di lottare - Ne parliamo con la giornalista italiana Cristiana Cella

  • 5
  • 1