«La storia siamo noi», cantava Francesco De Gregori. Siamo noi: io che scrivo e tu che leggi, i nostri padri, le nostre madri e i nostri figli. Gente «normale» insomma, non solo capi di stato, geni o eroi di guerra. Gente che per una ragione o per l’altra si trova a influire sul flusso del tempo e a determinarne in silenzio l’andamento. Nasce anche da questa intuizione il «Giardino...

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