I ticinesi Christian Rebecchi e Pablo Togni lavorano insieme dal 1996 dando vita al duo artistico Nevercrew. Si occupano principalmente di arte urbana con interventi realizzati in tutto il mondo: da New Dehli a Los Angeles, da il Cairo a Parigi. Dal 24 luglio stanno dipingendo, da una gru posizionata ad un’altezza massima di 22 metri, la grande parete di un edificio in Viale Franscini a Lugano. Li abbiamo incontrati.

«Siamo contenti di lavorare qui a Lugano, - ci raccontano Christian e Pablo - è la prima vera occasione per confrontarci con la cultura che ci ha cresciuti, e con le persone che conosciamo». Nonostante Christian sia luganese e Pablo bellinzonese, infatti, lo scambio tra la loro arte e i ticinesi è quasi sempre avvenuto tramite foto e video. «È interessante portare il nostro lavoro nella cultura che ci appartiene, su una parete in un contesto urbano così familiare. Quando si lavora nello spazio pubblico l’interazione con la gente è fondamentale e molte persone che ci conoscono da tanto non ci hanno mai visto dipingere dal vivo».

Christian Rebecchi e Pablo Togni. © CDT/CHIARA ZOCCHETTI
Christian Rebecchi e Pablo Togni. © CDT/CHIARA ZOCCHETTI
Siamo contenti di lavorare qui a Lugano, è la prima vera occasione per confrontarci con la cultura che ci ha cresciuti

Il dipinto, dal titolo «Close up» che in italiano significa «avvicinamento», ma anche «chiudere», raffigura una composizione di balene in una sorta di parallelepipedo d’acqua. Con i suoi 173 metri quadrati, è la prima opera che rientra nel loro standard attuale - dipinti su grandi pareti urbane - realizzata a Lugano. «Nei nostri interventi artistici diamo vita a sistemi dotati di un proprio equilibrio - spiegano - e qui giochiamo con il contrasto tra l’ecosistema oceanico in cui vivono le balene e quello urbano che lo circonda, che è estraneo ma allo stesso tempo connesso». Ad alcuni, infatti, possono sembrare strane delle balene a Lugano... «Perché apparentemente non c’è un’interconnessione», commentano. «Invece, tutto fa parte di un equilibrio unico e globale in cui ognuno, ovunque, ha un ruolo e questo periodo storico legato al coronavirus lo fa risaltare ancora di più».

Nei nostri interventi artistici diamo vita ad ecosistemi dotati di un proprio equilibrio

Proprio la balena è un essere vivente ricorrente nelle opere della Nevercrew, che è solita concentrarsi sul rapporto tra uomo e natura. Essa porta con sé una lunga storia legata allo sfruttamento e all’inquinamento perpetrato dall’uomo (basti pensare al «Moby Dick» di Melville). Un tema più che mai attuale, quello tra uomo e natura, su cui ci si è interrogati molto quando la nostra società si è trovata confrontata con il lockdown. «Ci siamo accorti che basta un virus per stravolgere qualsiasi cosa, - sottolineano i due artisti - e questo ha senz’altro mostrato i limiti del nostro sistema. Il coronavirus ha fatto capire a tutti quanto si è interconnessi a livello sociale tra uomini: un singolo virus può influenzare le politiche dei Paesi di tutto il mondo e provocare cambiamenti legati agli spazi e agli ecosistemi».

Ecco come un pezzo di oceano sta prendendo vita a Lugano
Il coronavirus? I lavori in giro per il mondo pianificati fino a dicembre e quasi tutti sono stati rimandati all’anno prossimo o a data da definirsi

Proprio la balena è un essere vivente ricorrente nelle opere della Nevercrew, che è solita concentrarsi sul rapporto tra uomo e natura. Essa porta con sé una lunga storia legata allo sfruttamento e all'inquinamento perpetrato dall’uomo (basti pensare al «Moby Dick» di Melville). Un tema più che mai attuale, quello tra uomo e natura, su cui ci si è interrogati molto quando la nostra società si è trovata confrontata con il lockdown. «Ci siamo accorti che basta un virus per stravolgere qualsiasi cosa, - sottolineano i due artisti - e questo ha mostrato i limiti del nostro sistema e la sua distanza da un equilibrio naturale di cui, in realtà, facciamo parte. Il coronavirus ha fatto capire a tutti quanto si è interconnessi a livello sociale: un virus può influenzare le politiche dei Paesi di tutto il mondo e provocare cambiamenti legati agli spazi e agli ecosistemi».

Proprio a causa della pandemia, anche Christian e Pablo hanno dovuto rivedere i loro piani. «Avevamo lavori in giro per il mondo pianificati fino a dicembre e quasi tutti sono stati rimandati all’anno prossimo o a data da definirsi. Gestirsi è molto complicato - raccontano ancora - perché dobbiamo fare riferimento a regole internazionali, che variano di settimana in settimana. All’inizio della pandemia in molti Paesi c’era una percezione diversa dell’emergenza». Emergenza che li ha costretti in casa per un lungo periodo. E cosa fanno due artisti in lockdown? Abbiamo girato la domanda ai nostri interlocutori. «Ho una bambina di 3 anni - dice Christian - e ho fatto il papà. La sera volevo dedicarmi ad altro ma non avevo più la forza», conclude ridendo. Pablo, invece, spiega di essersi dedicato in particolare al lavoro d’atelier: «È stato piacevole», dice. Anche se niente può battere il piacere (loro) di tornare a dipingere e quello (nostro) di guardarli lavorare. Finalmente dal vivo, finalmente a «casa».

QUANDO VEDERLI

È possibile vedere gli artisti al lavoro sulla facciata dello stabile di Viale Franscini 27 a Lugano fino a venerdì 7 agosto (esclusi 1 e 2 agosto). La Nevercrew ha realizzato altre opere in città. Nel 2013, nel Sottopassaggio dei cigni sul lungolago, ha creato l’installazione temporanea «Thin can phone project» durante il LongLake, mentre nel 2012, alle scuole elementari di Bozzoreda, ha dipinto «Magenta», un murales di 240 metri quadrati.

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