Giovanni Kappenberger usa una parola. Una sola. «Agonizzanti». La fotografia fatta dal noto glaciologo ai ghiacciai svizzeri è cruda, quasi violenta. Senza speranza. «Perché sì, stanno morendo». Goccia dopo goccia, stagione dopo stagione, metro dopo metro. Quei giganti bianchi, lassù, incastonati sotto le cime delle nostre Alpi, hanno un termine. Una data oltre la quale non rimarrà...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Approfondimenti
  • 1