Nato nel 1919, «maturato» al liceo dei Benedettini di Ascona, Guido Locarnini era rimasto lontano dal Ticino per tutto il tempo dei suoi studi di lettere e di diritto. La guerra l’aveva costretto nel 1939 a lasciare Heidelberg, a Berna aveva conseguito il dottorato, si era sposato e aveva lavorato per quasi quindici anni negli uffici della Corrispondenza politica svizzera, l’agenzia del padronato. Pochissimi intuirono che quel ticinese «d’in denta» era fatto di un’altra pasta dei baslottai luganesi - come «Libera Stampa» definiva il milieu sociale ed economico cittadino - e che, per essere stato vicino alla parte più illuminata della borghesia svizzera, coltivava idee politiche ed economiche avanti di vent’anni rispetto alla mentalità locale. Ma di lui ebbero fiducia Matilde Bonetti Soldati...

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