Corriere del Ticino

Il CdT e una sensibilità digitale nata 22 anni fa

Il progetto “Digital First, Smart Print!”, inaugurato lo scorso lunedì, nasce e cresce giornalmente all’interno del vasto spazio moderno e tecnologico appena ultimato a Muzzano

Il CdT e una sensibilità digitale nata 22 anni fa

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Da lunedì scorso 3 dicembre, al Corriere del Ticino, è cambiato il modo di lavorare per i giornalisti: il progetto «Digital First, Smart Print» ha mosso i primi passi, con il rinnovamento che, nell’immediato, si nota soprattutto attraverso un sito, il nostro cdt.ch, completamente rivisto nella grafica ma soprattutto nei contenuti e nel modo di proporli ai lettori. La Newsroom è la nuova «casa» della redazione: si tratta di un ampio spazio dotato delle più moderne tecnologie, appena ultimato nella sede centrale di Muzzano. Ma la «rivoluzione tecnologica» al Corriere ha radici profonde che ci portano indietro di 22 anni, al 1996 e a una pagina diventata storica pubblicata sull’edizione del 22 ottobre di quell’anno. Una lunga avventura che prosegue oggi più entusiasmante che mai.

La rivoluzione digitale è, insieme al telefono, l’evento più importante nella comunicazione da quando Gutenberg inventò la stampa: il Corriere del Ticino ne prese atto ventidue anni fa, quando cercò di spiegare ai propri lettori che il «CdT online è su Internet». Un titolo apparso sull’edizione cartacea del 22 ottobre 1996 e che poteva apparire addirittura criptico. Oggi, al massimo, strappa un sorriso nostalgico, e non certo ai millenials. Resta tuttavia una pagina storica del nostro giornale, poiché attesta e racconta i primi passi della digitalizzazione al Corriere del Ticino e nel nostro cantone. Quell’anno erano connessi a Internet dieci milioni di computer in tutto il mondo, la stragrande maggioranza negli Stati Uniti: una bazzecola rispetto agli oltre quattro miliardi attuali.

Nell’articolo che presentava il nuovo servizio ai lettori – una home page statica elaborata su PowerMac – il giornalista e coordinatore Francesco Vitale scriveva che «la presenza sulla Rete è ormai un passo obbligato per chi opera nel mondo dell’informazione». Per renderlo possibile, nelle retrovie operavano da tempo i pionieri Mario Rizzi, di fatto primo webmaster del Corriere, lo stesso Vitale, l’informatico Patrice Pfirter, il tecnico Aldo Bontagnoli: la squadra che, insieme ad altri collaboratori, diede vita a www.cdt.ch.

Ricorda Rizzi: «Facevamo solo un lavoro di copia-incolla dal giornale, il risultato era soddisfacente e i lettori erano circa duecento al giorno, numero considerevole per quelle poche notizie che venivano lanciate e con Internet che non aveva ancora preso piede. Fu senza dubbio un primo importante passo verso il futuro». E scriveva Vitale: «Una home page volutamente semplice, per evitare lunghi tempi d’attesa a chi si stava collegando».

Una sensibilità digitale, quella del Corriere, che ha dunque radici profonde e che si è consolidata nel tempo, in particolare attraverso un «vero sito» e una redazione ad hoc creati il 14 marzo 2009. Al timone c’erano Matilde Casasopra e Antonio Civile, gli aggiornamenti iniziavano all’alba e terminavano a notte fonda.

Fu l’inizio di un affiancamento sempre più marcato del digitale alla carta, un capitolo che ogni quotidiano o periodico ha dovuto affrontare ripensando la propria operatività interna: far convivere sotto le stesso tetto, e sovente alla stessa scrivania, l’immediatezza dell’online e i tempi più lunghi della carta, metterli in osmosi e in sinergia, non è stato facile per nessun giornalista, direttore o redattore che fosse. Ma alla fine la sfida è stata vinta. Il segreto è lo stesso dei matrimoni di lungo corso: parlarsi e condividere. Seguendo questa strada il Corriere è sempre rimasto all’altezza dei 127 anni della sua storia. Ora abbiamo fatto un altro passo avanti, forse il più importante nel processo evolutivo della nostra testata.

Lunedì scorso, 3 dicembre 2018, dopo dodici mesi di preparazione e allenamenti, il digitale è diventato il fulcro dell’informazione del Corriere sotto il motto «Digital First, Smart Print». Si tratta di un progetto che crescerà ogni giorno all’interno della Newsroom, un vasto spazio moderno e tecnologico appena ultimato nella sede centrale di Muzzano. La struttura favorisce ancor di più il confronto tra colleghi per promuovere la nascita di idee e iniziative e per stimolare la creatività. È questo il vero salto a piedi pari nel futuro. Il circuito di gara, infatti, è cambiato anche nel giornalismo: per affrontare la curva parabolica dei prossimi anni, e per oltrepassarla, si è reso necessario dotarsi di una vettura più aerodinamica, capace di sfruttare appieno le forze del digitale per aumentare la tenuta al suolo dell’informazione.

È il motivo per cui, con la nascita della Newsroom, è stato presentato anche un cdt.ch completamente rinnovato con l’introduzione – per la prima volta nel panorama ticinese - di un «paywall»: i contenuti esclusivi (identificabili con una stella) sono accessibili solo agli abbonati, mentre gli aggiornamenti importanti dal territorio e dal mondo, i fatti di cronaca nella loro sostanza immediata restano in lettura gratuita.

Gli abbonati hanno naturalmente libertà di accesso a tutti gli articoli dell’edizione web, chi ancora non fa parte della famiglia del Corriere, invece, potrà entrarci con un investimento simbolico di un franco per la durata del primo mese. La rivoluzione copernicana che ha ridisegnato l’universo dell’informazione - il direttore del Financial Times, Lionel Barber, cinque anni or sono, scrisse una lettera ai suoi giornalisti nella quale spiegava che «il giornale cartaceo deve derivare dal web e non viceversa» - ha toccato dunque anche il Corriere del Ticino: pubblicare di più e meglio sul web e ripensare il giornale in chiave ancora più brillante e articolata sarà un’attività stimolante e interessante. Così come leggerlo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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