Quello della comunità ebraica etiope è un dramma che sembra non avere fine. I suoi componenti, soprannominati Falasha («sfollati»), negli ultimi 30 anni hanno sofferto la divisione di migliaia delle loro famiglie nel tentativo di emigrare in Israele: un diritto garantito loro dalla Costituzione dello Stato ebraico, ma messo costantemente in discussione da molti israeliani che sollevano dubbi legati alla loro origine. E sebbene le autorità di Tel Aviv si siano più volte esposte a loro favore, la situazione per alcune migliaia di loro è drammatica: l’Etiopia infatti non li riconosce come propri cittadini lasciandoli senza documenti e dunque impossibilitati a condurre una vita normale. Nel 2015 il Governo Netanyahu ha promesso di toglierli da questo limbo consentendo a tutti i Falasha di trasferirsi...

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