Al terminal 2 della Malpensa è la tarda mattinata di una bella giornata primaverile e il sole, che risplende da un cielo terso, fa sentire tutto il suo calore sull'imponente superficie di quello che è considerato uno dei più grandi scali aeroportuali del Sud Europa, rimasto ormai una landa deserta e immobile dallo scorso mese di marzo. Proprio come in un dipinto surreale in cui il tempo è sospeso in attesa che il destino gli dia un segnale per poter riprendere il suo scandire naturale.

Con la chiusura del terminal 1, cuore pulsante e anima dell'hub milanese, i tassisti si sono spostati di alcuni chilometri, concentrandosi - in doppia fila - nell'unico reticolo rimasto accessibile al pubblico, dove prima dell'emergenza coronavirus si concentravano i voli low cost e di minore durata. E dove oggi,...

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