Con quale spirito guardare all’opera di Carlo Salvioni, l’insigne glottologo ticinese di cui quest’anno ricorrono i cento anni della morte? Al di là dei testi e saggi che ci ha consegnato – ora fruibili negli Scritti linguistici pubblicati nel 2008 dalle Edizioni dello Stato del Cantone Ticino – il metodo e l’approccio dello studioso è altrettanto imprescindibile rispetto ai suoi lavori, molti dei quali tuttora validi. Salvioni può insegnare a cambiare idea; avesse avuto sottomano il detto raccolto a Camignolo per il Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana – «falá l’è da óm, corénges l’è da galantóm» – l’avrebbe potuto sottoscrivere: a cominciare dall’episodio che l’ha spinto ad abbracciare la scienza linguistica a scapito di quella medica, passando per il rigoroso apprendistato sotto...

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