«Boots on the ground», letteralmente: stivali sul terreno. È con questa espressione che, nel gergo militare, si descrive un’operazione che prevede la presenza fisica di soldati nell’area di conflitto. Sono passati più di quattro mesi da quando le suole degli stivali statunitensi hanno sollevato le ultime polveri in Afghanistan. Nel periodo seguente il caotico ritiro, la situazione nel Paese è rimasta drammatica: il Governo in mano a ricercati talebani, la violenza sulla popolazione, in particolare sulle donne, sempre meno celata dietro i buoni propositi riguardanti la creazione di uno Stato di diritto degno del confronto internazionale. Ma a persistere è anche la forza di volontà delle attiviste che, pur in mezzo ai grandi pericoli della nuova (vecchia) situazione, hanno continuato a manifestare...

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