Non si ferma il bagno di sangue in Myanmar. La repressione dei militari contro la popolazione civile si è intensificata nell’ultima settimana. Uomini della polizia e dell’esercito hanno aperto il fuoco in molte città del Paese, dove centinaia di migliaia di persone stanno continuando a protestare contro il colpo di Stato del primo febbraio. Le stime delle Nazioni Unite parlano di «almeno 149 morti» fino ad oggi. «Abbiamo molte altre segnalazioni, ma ancora non siamo stati in grado di confermare», ha precisato Ravina Shamdasani, dell’Alto commissariato ONU per i diritti umani. Anche secondo varie testimonianze raccolte dal Corriere del Ticino, le vittime della violenza del Tatmadaw – l’esercito della ex Birmania – sarebbero maggiori. «In alcuni villaggi, dove ci sono state manifestazioni che...

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