Sembrava un buco nell’acqua. O, quantomeno, qualcosa di molto, molto lontano rispetto al cosiddetto modello YouTube. Soprattutto perché, banalmente, bisognava pagare. E invece, YouTube Music funziona. Lanciato nel 2015, oggi è presente in cento Paesi e, soprattutto, ha appena tagliato il traguardo (storico) dei 50 milioni di abbonati. Non male, davvero. La sfida a Spotify e agli altri attori del settore, fra cui Apple e Amazon, è lanciata. Lyor Cohen, a capo del settore musica di YouTube, lo scorso giugno si era addirittura lanciato in una sorta di dichiarazione programmatica: «YouTube Music è il servizio streaming con la crescita più alta». Vero.

Per capirne di più, e per comprendere quali potrebbero essere gli sviluppi futuri, ci siamo rivolti al professor Matthew Hibberd, titolare del corso...

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