LIVORNO - Troppe persone senza una casa e troppe case vuote. È uno dei tanti paradossi dell'Italia, uno dei Paesi europei che investe di meno per risolvere il problema abitativo: mancano infatti i fondi per l'edilizia economica e nel contempo c'è il problema della mala gestione degli immobili già costruiti e destinati a questo uso. A ciò si è aggiunta la stretta messa in atto nelle ultime settimane dall'attuale Governo gialloverde nei confronti delle occupazioni abusive di alloggi e sfociata in una lunga sequenza di sfratti che coinvolgono migliaia di persone. Una situazione insomma difficile, che ha indotto l'Unione inquilini ad indire per oggi, mercoledì 10 ottobre, l'iniziativa «Sfratti Zero», una giornata di mobilitazione in decine di comuni italiani per la casa e la precarietà della vita e che prevede – tra le varie cose – lo stop agli sfratti per morosità incolpevole. Tra i centri coinvolti c'è Livorno, città toscana che da anni vive in maniera drammatica il problema abitativo, tanto da guadagnarsi il poco lusinghiero titolo di «capitale italiana degli sfratti». L'abbiamo visitata raccogliendo una serie di testimonianze in merito

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