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L'uomo ha il pene troppo grande

L'organo sessuale degli umani ha dimensioni superiori rispetto a quello che deve fare, ma fa liberare alla donna più ossitocina - Tra le diverse forme, la natura mostra tutta la sua fantasia

Anche il pene ha una sua storia evolutiva. Basta elencare forme e dimensioni di questo membro (non sempre presente), e ci accorgiamo dell'immensa fantasia di cui dispone la natura. Messi tutti in fila, dietro ad una vetrina, ne uscirebbe una sorprendente camera delle meraviglie: peni lisci o spinosi (come quello del gatto), altri a forma di cavatappi (come quello dei maiali), esistono animali con due peni o con un pene che si suddivide in 4, peni con un osso centrale (molto frequente nei mammiferi e nei primati), peni molto corti (come l'imbarazzante «pisellino» di 5 cm del gorilla) e peni giganteschi rispetto la grandezza del corpo (come quello di un'anatra sudamericana con un pene che raggiunge la lunghezza del suo corpo). Con i suoi 2,4 metri di lunghezza la balenottera azzurra è l'animale più dotato. La natura non ha limiti, le soluzioni sono inimmaginabili. E nell'uomo? Nelle specie umana vi è un evidente anomalia. L'uomo possiede un pene troppo grande per fare quello che deve fare. La vagina misura 7-8 cm mentre il pene misura mediamente 12 cm. Ci si è accorti che una stimolazione profonda della vagina, fin verso il collo dell'utero, aumenta nella donna la liberazione di ossitocina. Questo ormone è capace di creare quel sentimento di vicinanza e di benessere fondamentale per la relazione di coppia. Nell'uomo un altro ormone liberato durante l'atto sessuale, la vasopressina, gioca un ruolo simile e rafforza la soddisfazione per la relazione. L'ossitocina è liberata anche stimolando i capezzoli. Non è quindi un caso che le donne siano l'unico primate ad avere seni vistosi e l'uomo li adora. È come se la natura avesse trovato un meccanismo per rinforzare la stabilità nella coppia. Il cucciolo d'uomo che richiede 20 anni di cure, necessita di una forte alleanza tra uomo e donna. La biologia e gli organi genitali ci danno una mano. O almeno ci provano.

La Società ticinese di scienze naturali e L'ideatorio dell'USI proveranno a indagare l'amore e i meccanismi riproduttivi attraverso un ciclo di conferenze in programma nelle prossime settimane.

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