LUGANO - Proprio così, un altro articolo sul Piano viario di Lugano. Di più: una serie. Alcuni lettori saranno stufi di sentirne parlare e li capiamo, perché da tempo il dibattito offre più o meno sempre le stesse argomentazioni: da quelle di chi con i faldoni del PVP farebbe un falò in piazza, a quelle di chi ripete che ogni automobilista è parte del problema e dovrebbe convertirsi a una mobilità più sostenibile. Cose dette e ridette, è vero, ma il momento è cruciale, perché a breve la politica dovrà decidere cosa fare con la viabilità cittadina (mantenere lo status quo, pedonalizzare ancora di più o tornare al passato) e questa scelta avrà conseguenze che vanno oltre i limiti di una carreggiata. Del PVP quindi bisogna parlare ancora, ma stavolta lo analizziamo «da dentro» mettendoci nei panni...

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