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Nessun rifugiato in stazione, ma Como resta in allerta

MIGRANTI TRA ITALIA E SVIZZERA - Siamo tornati nella città lariana per vedere come viene affrontata e gestita l’immigrazione - Don Giusto della Valle: «Il vento in Europa e qui da noi è decisamente cambiato»

COMO - Mentre in Italia il voto del 4 marzo si avvicina, la questione dell'immigrazione si fa sempre più importante e, con i tragici fatti di Macerata, è ormai divenuto il tema centrale di questa convulsa campagna elettorale. Un tema che, nonostante i numeri parlino chiaro (c'è stata una netta diminuzione degli sbarchi a partire dalla fine della scorsa estate), divide oggi più che mai la vicina Penisola. Il picco della cosiddetta "emergenza migranti" è stato raggiunto nell'estate 2016 quando, nella vicina Como, circa 500 migranti sostavano nei pressi della stazione San Giovanni. Anche allora la situazione divideva la popolazione, tra chi portava aiuti di prima necessità e chi invece chiedeva un cambio di rotta e una maggiore lotta all'immigrazione illegale. Siamo tornati proprio a Como - dove abbiamo incontrato don Giusto della Valle - per vedere come oggi, alla luce dell'aspro dibattito in atto, la città ha affrontato la situazione in quest'ultimo anno e mezzo. 

 

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