COLONIA (dal nostro inviato) - A un chilometro dal centro rifugiati alla Herculesstrasse, nel quartiere di Ehrenfeld, si erge il bordello più grande d'Europa. Con i suoi due stabili costruiti in edilizia economica negli anni Settanta, e le insegne luminose inequivocabili che invitano i clienti a visitarlo, il Pascha – 29 mila metri quadrati, dodici piani e 120 prostitute disponibili giorno e notte – costituisce un vero e proprio magnete per migliaia di clienti. Ma anche, a quanto si vocifera a Colonia, per decine di profughi letteralmente incantati da tanta libertà sessuale, che grazie ai contributi ottenuti dallo Stato, avrebbero gioco facile a farsi la scappatina con consumazione nella casa di tolleranza con più scelta della Germania (sollevando l'inevitabile indignazione dei cittadini che pagano le tasse). «La manica pubblica tedesca è notoriamente generosa per chi arriva dal Medioriente», ci riferisce un tassista che ha parcheggiato la propria Mercedes di fronte allo stabile di 12 piani. Ora, inoltre, tra gli abitanti della zona, si è fatta largo la paura: si temono le violenze sessuali già messe in atto in piazza della Stazione e in altre città tedesche. Anche tra le operatrici sociali attive nei centri di accoglienza.

Compensi per ciascuno

Il Governo ha ordinato che dopo la loro registrazione, i profughi single ricevano un compenso di poco più di 140 euro mensili, gli sposati 130 a testa, mentre queste somme aumentano non appena il richiedente l'asilo viene collocato in un centro per rifugiati vero e proprio, come quello di Ehrenfeld, appunto: 325 euro al mese per la persona non coniugata, 295 a testa per gli sposati. «Con questi soldi, ognuno ha una somma di tutto rispetto per pagarsi le sigarette, le bevande e i propri vizi». Ma sarà davvero così?

(REPORTAGE COMPLETO SULL'EDIZIONE CARTACEA DI OGGI)

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