Isabella, un’amica che abita nella Svizzera romanda, mi ha mandato l’altro giorno una fotografia. Mostra dieci persone a cena, attorno al tavolo di un ristorante. Le cinque sul lato sinistro del tavolo sono compresse su una panca, gomito a gomito. Stanno parlando e ridendo e mangiando. «Arrivando e partendo, tutti si sono baciati e abbracciati», mi ha scritto.

La foto era stata scattata la sera prima in Nuova Zelanda, dove la vita scorre quasi normalmente da mesi. Isabella mi ha anche parlato di festival musicali, di colazioni con gli amici sulle terrazze dei caffè, di negozi e librerie pieni di gente. Ha citato le mascherine una sola volta: sono obbligatorie in aereo.

La Nuova Zelanda e la Svizzera sono Paesi simili (montagne; sistema politico; valori sociali; popolazione) e diametralmente opposti...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Approfondimenti
  • 1
  • 2
    La rivelazione

    A Chernobyl torna la paura

    In un lungo servizio pubblicato il 5 maggio scorso la rivista “Science” parla di «fissione autosufficiente»: in pratica, all’interno del materiale radioattivo sepolto da 35 anni si registra la crescita di neutroni, segno di un’attività che potrebbe sfociare in un rilascio di energia

  • 3
    Caos in Colombia

    Se il conto della crisi si paga col sangue

    La riforma tributaria è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso di malcontento che ha origini lontane – L’escalation di violenza tra manifestanti e forze dell’ordine ha trasformato alcune città colombiane in campi di battaglia – «Ci sono stati più morti nel Paese in questi 8 giorni che in 150 per le proteste in Cile dell’anno scorso» ci racconta il ticinese Cosma Gabaglio, research manager di Innovation For Poverty Action che ha vissuto per anni nel Paese sudamericano

  • 4
  • 5
    domande e risposte

    In vacanza con il pass svizzero

    Sarà l’Ufficio federale dell’informatica a realizzare entro fine giugno il sistema per l’emissione di un certificato COVID - Sarà sicuro e compatibile con il «green pass» europeo, ma il nostro Paese rischia di arrivare tardi

  • 1