Il botto, quella fontana luminosa che si infrange nel blu notte del cielo, per poi ricadere all’ingiù: sono bellissimi, i fuochi d’artificio, anche nella vita, ma sul lungo periodo a dare soddisfazione è anche la costanza, la solidità. Chiamatela, se volete, maturità. È questa la chiave di lettura utilizzata dal Gruppo Corriere del Ticino di fronte ai dati ufficiali pubblicati da Mediapulse per il periodo tra gennaio e giugno 2019.

La quota di mercato di Radio3i ha raggiunto il 13,9%, con contatti giornalieri che sfiorano le 80.000 unità. «Uno dei dati più belli in assoluto – sottolinea il direttore Matteo Pelli –, non solo perché rappresenta il secondo in ordine di grandezza nella storia della radio, ma anche perché dimostra il suo consolidamento. Quando fai i fuochi d’artificio, esaurito il bouquet finale, rischi che la festa finisca. Qui invece tale bouquet pare abbia portato la gente a voler continuare a fare festa con noi. I dati dicono che siamo sulla buona strada, che lo zoccolo duro, da 30-40-50 mila persone sia diventato di 80 mila. È un discorso di fiducia». Lo conferma anche Alessandro Colombi, direttore generale del Gruppo Corriere del Ticino: «I grandi risultati sono sostenibili, non estemporanei. Questo ci serve per costruire continuità e permettere anche ai nostri investitori pubblicitari di credere nel nostro strumento di comunicazione radiofonico». Pelli è convinto che a fare la differenza, in questo senso, sia in particolare il gruppo. «È la nostra fortuna. Chi ascolta la nostra radio, ascolta una radio che lo coccola ogni giorno, con una musica e con delle voci che lo accompagnano in maniera pensata, dalla mattina di follia creativa alla notte di Riccardo Pellegrini. Al microfono siamo una famiglia».

Radio3i, una questione di fiducia

La forza della creatività

Ieri mattina, sul piazzale della Swissminiature, i BB si sono messi a disposizione come lavavetri, per beneficenza. In passato ci sono state le «gipfelate» e altro ancora. Anche questo fa identità? Così Pelli: «Sì, decisamente. Queste idee non richiedono grossi investimenti, ma soltanto creatività. L’investimento economico spesso rimane nella misura di poche decine di franchi. Ciò che conta è l’investimento personale, attraverso il quale diamo al pubblico la possibilità di conoscerci, a noi e a loro l’opportunità di passare dei momenti assieme. Momenti che compongono il puzzle completo del nostro rapporto. Per me questa è una chiave decisiva, quando si fa comunicazione. Non sempre con i soldi vinci sulla creatività; anzi, la creatività spesso non ha nemmeno bisogno di un budget, se non quello umano, personale».

Le garanzie di TeleTicino

TeleTicino, sempre secondo i dati di Mediapulse, mantiene la posizione di Tv privata svizzera leader, con una quota di mercato che raggiunge l’1,3% sulle 24 ore, con un 2% nella fascia tra le 18.45 e le 21.45, per una platea di circa 50 mila spettatori. Momenti più visti: il TG, il TG Talk e Fuorigioco, con le prime serate dedicate ai derby di hockey e all’esclusiva maratona politica «Sotto a chi tocca». Continua Matteo Pelli: «Offriamo un’ora e un quarto di informazione regionale in diretta, con un grande impegno anche da parte della nostra redazione sportiva. Ci siamo accorti che chi ha deciso di darci una chance, poi è rimasto con noi. Tanta costanza, grazie all’informazione appunto, più qualche chicca cavata dal cilindro, a cominciare dalla nostra lettura politica in occasione delle elezioni dello scorso aprile. Poi i derby, certo, che non fanno primavera: sono ottime serate, ma è sul giornaliero che devi vincere. I derby, ecco, forse hanno fatto capire ad alcune persone che anche TeleTicino può giocarsela su altri terreni. Per noi rappresentano un grande sforzo, che facciamo con tutto il gruppo, perché crediamo che sia importante dare al pubblico dei colpi a sorpresa, di tanto in tanto». Alessandro Colombi aggiunge: «Anche TeleTicino dimostra che può ancora crescere sulle proprie idee. Le serate speciali dimostrano che possiamo raggiungere le case dei nostri ascoltatori con le buone idee e con investimenti ponderati e sostenibili».

La RSI: «È un anno dispari»

La RSI, dal canto suo, con La1 ha conquistato il 17,8% della quota di mercato sulle 24 ore e del 26,1% tra le 18 e le 23. Nonostante una flessione del 3% rispetto al primo semestre del 2018, La1 e La2 raggiungono, nell’insieme, una quota del 24% sulle 24 ore e del 32% nel prime time. Si mantengono forti Telegiornale, Quotidiano e i classici (Patti Chiari, Falò, Storie). Per quanto riguarda la radio, Rete Uno si è garantita il 34,66% di quota di mercato, mentre la Due si è rafforzata (3,75%) e Rete Tre assestata al 17,38%. Milena Folletti, responsabile Programmi e immagine della RSI, sul calo televisivo: «In parte il calo rispetto al 2018 è da attribuire alla consuetudine degli anni dispari, ovvero quelli senza i grandi avvenimenti sportivi e in parte ad una contrazione, in particolare dal mattino al primo pomeriggio, a beneficio dei programmi sulle reti italiane. È poi importante ricordare che i dati pubblicati da Mediapulse non tengono conto del consumo televisivo online, in decisa crescita». Su Rete Due: «Siamo molto contenti che l’offerta radiofonica di attualità culturale, di approfondimento e musicale di Rete Due sia sempre più apprezzata. È un dato importante, che si somma all’aumento di ascolto segnato da Rete Uno e al consolidamento di Rete Tre». Più in generale, la RSI guarda ai dati d’ascolto con prudenza: «I dati d’ascolto per una Tv di servizio pubblico sono solo uno degli indicatori utilizzati per monitorare il gradimento dei programmi. Ci avvaliamo in modo regolare anche di analisi qualitative interne ed esterne e facciamo tesoro di tutte le osservazioni, i commenti e le critiche che riceviamo direttamente dal nostro pubblico - sui canali social e via mail - e di tutte le indicazioni e segnalazioni fornite dal Consiglio del pubblico della CORSI». Tra varie conferme, rischia di diventare complicato dedicarsi alla sperimentazione, ma Milena Folletti sottolinea: «Sperimentiamo su più fronti: con programmi di prossimità come “Filo Diretto”, ma anche con le serate del sabato di inizio settembre dedicate a “Fuori... Classe”, un programma per famiglie. Stiamo lavorando anche ad un programma sulla salute e la medicina. Questo per la Tv. Radio e contenuti prodotti da giovani per giovani, in particolare sulle piattaforme online, non sono da meno».

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