UBS ha iniziato l’anno annunciando di due grossi cambiamenti. Il primo è la chiusura di 44 delle sue 239 filiali entro la fine di marzo. Il secondo è l’introduzione a partire da luglio dei tassi negativi per i conti correnti superiori a 250.000 franchi.

Come confermato ieri dalla banca, le chiusure riguardano soprattutto le filiali più piccole, che negli ultimi dieci anni hanno registrato un notevole calo (fino al 70%) delle visite dei clienti mentre cresce la digitalizzazione dei servizi. I collaboratori toccati dalla misura sono 170, equivalenti a 150 posti a tempo pieno: la banca ha precisato che non ci saranno licenziamenti. In Ticino verranno chiuse tre sedi: Gordola, Giubiasco e Melide, oltre a quella di Poschiavo per i Grigioni italiani. Rimarranno così aperte 13 filiali con sportello,...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Approfondimenti
  • 1
  • 2
    Il reportage

    La marcia di protesta silenziosa degli studenti cubani a Miami

    Domenica si è svolta una manifestazione lungo la «Calle Ocho» a sostegno delle proteste scoppiate sull’isola – Auspicato un intervento degli Stati Uniti – Gabriella Gutierrez: «Dobbiamo permettere alle nostre famiglie di tornare a casa» – Enzo Robira: «Chiediamo agli americani di ascoltarci»

  • 3
  • 4
    L’anniversario

    Tanti auguri, caro Twitter

    Il social network fu lanciato il 15 luglio del 2006 e, da allora, non smette di cambiare ed evolversi – Quali i prossimi passi? Ne abbiamo discusso con Eleonora Benecchi, docente e ricercatrice all’USI nonché esperta di social media e culture digitali

  • 5
    LINGUAGGIO E INCLUSIVITÀ

    Quando la gender equality sbarca nel cielo, anche in Svizzera

    L’addio alla formula «signore e signori benvenuti a bordo» è una strategia di marketing «arcobaleno» o motore di un vero cambiamento? – La sociolinguista Vera Gheno: «Una formulazione più universale è solo positiva, meglio si conoscono i meccanismi linguistici della diversità più aumenta la consapevolezza»

  • 1