Da un rudere in mezzo alle colline Mohammed, giovane marocchino, mostra un puntino sulla mappa del cellulare e indica la foresta di fronte: «È il confine. Siamo a 400 metri dalla Croazia». I migranti utilizzano sul telefonino l’app maps.me, che funziona anche senza internet, per trovare il percorso del «gioco», come è stato battezzato il tragitto clandestino dell’ultima parte della rotta balcanica, dalla Bosnia all’Italia, attraverso Croazia e Slovenia. Yusuf è il compare marocchino che ha provato 12 volte «the game» per arrivare in Europa. Il terzo del gruppetto, Jawad, è convinto di farcela e assieme canticchiano «I love Italia» sulle colline di Glinica nel cantone di Bihac, la fetta nord occidentale della Bosnia dove bivaccano 7-8 mila migranti. Tutti arrivati lungo la rotta dalla Turchia,...

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