Sembra quasi impossibile parlare di Israele in termini che non siano quelli dell’analisi politica e/o bellica. La crisi coi palestinesi si è riaccesa violentemente nelle scorse settimane e la stabilità di governo è una scommessa tutta da giocare. Eppure, per la ticinese Myriam di Marco Israele è qualcosa di intimo e vicino, come attesta il suo libro Mamma ritorneremo? Il mio normalissimo Israele, edizioni San Paolo. L’abbiamo intervistata.

«Ho studiato filosofia alla Facoltà di teologia di Lugano, ci spiega Myriam Lucia Di Marco. Come lingua classicaho scelto ebraico biblico. Da lì è partita la passione verso il popolo ebraico. Delineandomi nel corso degli studi sulla filosofia politica contemporanea è stato quasi scontato analizzare e studiare il sistema politico israeliano e, accanto a questo,...

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In questo articolo:

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Ultime notizie: Approfondimenti
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    La storia

    Il TGV compie quarant’anni a tutta velocità

    L’iconico treno francese fu inaugurato il 22 settembre del 1981 da François Mitterrand: simbolo di «grandeur» e sviluppo tecnologico, continua a ridisegnare il Paese – Dal 2024 inizieranno a circolare i convogli di nuova generazione

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    Il personaggio

    Luca Frei, un caleidoscopio in continuo divenire

    A tu per tu con uno degli artisti più interessanti della scena contemporanea: nato a Lugano, vive a Malmö in Svezia e insegna all’Accademia reale danese di belle arti a Copenaghen

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    Scienza

    Bios+, là dove converge la ricerca

    È stata presentata a Bellinzona l’associazione costituita dall’IRB e dallo IOR - Lo scopo: promuovere e coordinare le attività, creando sinergie a livello scientifico e organizzativo - Si è parlato di un «primo e ambizioso passo nel processo di avvicinamento dei due istituti»

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    Il caso

    «Basta ammazzare delfini, il governo danese intervenga»

    Natalie Maspoli Taylor, direttrice di Sea Shepherd Svizzera, interviene a gamba tesa dopo la mattanza di cetacei avvenuta domenica alle Isole Faroe: «Ci sono troppe contraddizioni in questa storia, il discorso della tradizione e del sostentamento della popolazione non regge»

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    Ambiente e territorio

    Storia del lupo, l’alter ego simbolico dell’uomo

    Dopo secoli l’animale più temuto della tradizione popolare è di nuovo insediato sui rilievi alpini – La convivenza con gli allevatori e i contadini resta tuttavia difficile – Il peso del messaggio neotestamentario

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