Attenzioni e coccole
per piedi sempre sani

Attenzioni e coccole <br />per piedi sempre sani
Abitudini giuste evitano di incappare in alcuni dei disturbi più comuni, come la ruvidità del tallone, le screpolature e le ragadi del calcagno

Attenzioni e coccole
per piedi sempre sani

Abitudini giuste evitano di incappare in alcuni dei disturbi più comuni, come la ruvidità del tallone, le screpolature e le ragadi del calcagno

«Il piede umano è un’opera d’arte e un capolavoro di ingegneria»: a dirlo è stato niente meno che Michelangelo Buonaroti. Eppure, nonostante le parole del genio del Rinascimento, non sempre ci prendiamo abbastanza cura delle nostre estremità. Anzi: si calcola che tre persone su cinque dedichino meno di un minuto al giorno alla cura dei piedi.

Parola di podologo
Non dovrebbe essere così: i piedi sono il nostro punto di contatto con il suolo, sorreggono il nostro peso e hanno un ruolo fondamentale per l’equilibrio, l’ammortizzazione e la propulsione. Un meccanismo complesso fatto di 33 articolazioni e 19 muscoli che – se si considera una media giornaliera di 20mila passi – arriva a sopportare un carico di 100 tonnellate. Se si tiene conto, poi, che per circa i due terzi della nostra vita costringiamo i piedi all’interno di scarpe spesso strette o inadeguate, diventa ancora più facile capire perché questi necessitino di cure e attenzioni.
A tal proposito, i podologi hanno stilato una lista di semplici regole da seguire ogni giorno per avere la certezza di avere piedi sempre in salute. La prima riguarda il lavaggio. I piedi vanno puliti tutti i giorni utilizzando acqua tiepida e sapone neutro. Il pediluvio perfetto non deve durare però più di dieci minuti, così da non alterare l’integrità cutanea. Altrettanto importante è la fase di asciugatura, che deve essere accurata ed estesa anche allo spazio tra le dita: è qui che l’umidità può dare origine a infezioni fungine.
Dopo il lavaggio si raccomanda l’idratazione con creme emollienti: consigliate, in modo particolare, quelle che contengono burro di karitè. In questo modo si evitano o si riducono i rischi di incappare in alcuni dei disturbi più comuni, come la ruvidità del tallone, le screpolature e le ragadi del calcagno.
Va fatta quindi attenzione alle unghie, prima di tutto quando si tagliano: i podologi consigliano di effettuare un taglio orizzontale, in modo che l’unghia abbia una forma squadrata e non arrotondata e che non assecondi mai la forma delle dita. Un’operazione che riesce meglio se si usa la tronchesina e che permette di evitare che le unghie si incarniscano. Lo specialista va consultato quando si notano cambiamenti sensibili, soprattutto macchie, ingiallimento o ispessimento. Occhio anche allo smalto che viene utilizzato. Preferibile non usare quello semi-permanente e, più in generale, tenerlo applicato a lungo, poiché appesantisce la superficie dell’unghia, rendendola più fragile e soggetta a lesioni.
Un discorso più articolato va fatto per la scelta delle scarpe. Prima di tutto andrebbero evitati gli eccessi: no, quindi, a modelli troppo bassi o troppo alti per evitare problematiche osteomuscolari. Le calzature dovrebbero sempre essere dotate di una suola ergonomica ed essere traspiranti: anche se spesso non ci si pensa, la pianta del piede è una delle zone del corpo più soggette a sudorazione. Sudorazione che, a sua volta, apre la strada ai batteri responsabili del cattivo odore.
In caso di alcuni disturbi specifici – come ad esempio ispessimenti cutanei, alluce valgo, calli e duroni – va sempre consultato uno specialista, che saprà consigliare il metodo di intervento più adatto.
In ogni caso ci sono alcune accortezze che permettono di prevenire la comparsa di questi problemi e di evitare gonfiori e fastidi: per esempio, l’idromassoterapia, ricordarsi di mettere gli arti inferiori in scarico quando ci si trova seduti o sdraiati, camminare spesso ed evitare di rimanere in piedi per un periodo eccessivamente lungo di tempo. Senza dimenticare una piccola coccola «fai da te»: con l’automassaggio dei piedi, consigliato al termine della giornata, si riattivano le circa 7.000 terminazioni nervose che abbiamo sotto la pianta.

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