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Battere le malattie
a occhi chiusi!

Battere le malattie<br />a occhi chiusi!
Quando dormiamo il nostro organismo migliora l’efficienza del sistema immunitario

Battere le malattie
a occhi chiusi!

Quando dormiamo il nostro organismo migliora l’efficienza del sistema immunitario

Vai a dormire, vedrai che ti passa». Ce lo siamo sentiti ripetere fin da quando eravamo bambini. E, forse, non ci abbiamo mai creduto fino in fondo. Invece è proprio così: quando dormiamo il nostro organismo migliora l’efficienza dei linfociti T, cellule del sistema immunitario fondamentali per combattere aggressioni esterne come le infezioni. E in tal modo, durante in sonno, riusciamo veramente a guarire con più facilità.

È questa una delle ultime scoperte sull’importanza che il sonno riveste per il nostro corpo: pubblicato qualche mese fa sul Journal of Experimental Medicine, lo studio condotto da ricercatori dell’Università di Tubinga ci dice ancora una volta che il sonno non è un semplice break che ci prendiamo per ricaricare le pile. Ma molto di più.

Il giusto numero di connessioni

Per esempio, è durante il sonno che il nostro cervello ottimizza le connessioni tra i neuroni, rimuovendo quelle che non servono più e rinforzando quelle utili. Un meccanismo, questo, essenziale per l’apprendimento. Ed è sempre quando dormiamo che viene secreta gran parte dell’ormone della crescita che aiuta i bambini a crescere, ma che svolge anche un ruolo prezioso per gli adulti.

Non è un caso, dunque, se la ricerca sta raccogliendo prove sempre più convincenti del legame tra la carenza di sonno e seri danni alla salute. La lista dei rischi a cui si va incontro dormendo poco e male è lunghissima. Uno degli effetti più noti è quello sul metabolismo: chi ha un cattivo sonno ha un maggiore rischio di obesità, colesterolo alto, diabete. Sia perché saltano i meccanismi di gestione dell’energia da parte dell’organismo sia perché si tende a percepire di meno il senso di sazietà. Così si mangia di più e peggio.

Se è insufficiente è «letale»

Un sonno insufficiente o frammentato espone al rischio di aterosclerosi; peggiora inoltre la memoria, tanto che non sono mancate ricerche che hanno osservato un legame tra cattivo sonno e rischio di ammalarsi di Alzheimer. E ancora, le difficoltà del sonno sono state associate a una maggiore sensibilità al dolore, a un maggior pericolo di disturbi mentali; nelle donne, a un ciclo mestruale irregolare e perfino a problemi di infertilità. E l’elenco potrebbe continuare.

Per questo da tempo in molti consigliano ai medici di indagare le abitudini del sonno dei propri pazienti considerandole un vero e proprio fattore di rischio per molte malattie. E, laddove possibile, di cercare di correggerle.

Certo, è sempre più difficile conciliare un buon sonno con i ritmi di vita moderni: stress, giornate che si protraggono sempre più in là nella notte, lavori sempre più flessibili ed esigenti, stimoli che ci seguono anche in camera da letto, come smartphone e tablet.

Il toccasana delle ferie

Le vacanze, da questo punto di vista, sono un toccasana. Superato lo scoglio iniziale del cambiamento della routine che può interferire con un buon riposo, in breve l’organismo entra in uno stato di grazia.

I fattori di stress quotidiani spariscono. I ritmi rallentano. Così, in un battibaleno, si abbassa la pressione, tanto che in vacanza si riduce notevolmente il rischio di incorrere in un ictus o un infarto. E si comincia a dormire meglio.

Ma che fare al rientro? Come continuare a mantenere un buon riposo nonostante il ritorno al tran tran; quotidiano?

Non esistono formule magiche: ricordarsi che dormire non è un’attività residuale sacrificabile a favore di altri impegni apparentemente più importanti è già un primo passo. E, laddove ciò non bastasse, può rivelarsi utile parlarne con il proprio medico. Dopo tutto, dormire bene è una decisiva questione di salute.

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