Il disturbo

Cefalea in tutte le forme,
più di un mal di testa

Cefalea in tutte le forme, <br />più di un mal di testa
È la seconda malattia più diffusa al mondo dopo la carie, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità

Cefalea in tutte le forme,
più di un mal di testa

È la seconda malattia più diffusa al mondo dopo la carie, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità

Si tratta – stando ai dati dell’Oms – della seconda malattia più diffusa al mondo dopo la carie. Si calcola che ne soffra, al mondo, nel corso della propria vita, circa una persona su dieci, soprattutto nei Paesi occidentali e che colpisca prevalentemente le donne. Per quanto riguarda la fascia di età, quella più interessata è compresa tra i 22 e i 55 anni. Sono questi i numeri della cefalea, o, come è chiamata più comunemente, mal di testa. Una patologia che si può presentare con diversi gradi di intensità e che, per questo motivo, spesso, tende a essere sottovalutata. In realtà, data la sua altissima incidenza, rappresenta un vero problema di sanità pubblica (ogni giorno, in Europa, più di 500mila persone restano a letto a causa della cefalea) ed è stata riconosciuta dall’Oms come una tra le 20 malattie più invalidanti per le donne in età lavorativa.

Sul mal di testa possono incidere anche stimoli come lo stress, l’alimentazione e le posture scorrette
Sul mal di testa possono incidere anche stimoli come lo stress, l’alimentazione e le posture scorrette

A rendere ancora più insidiosa la cefalea è il fatto che questa – se non è causata da malattie specifiche o da traumi – non dipende da un unico fattore, ma da un insieme di cause: in modo particolare, influiscono fattori ambientali, alterazioni del sonno e variazioni ormonali. E non solo: sul mal di testa possono incidere anche stimoli come lo stress, l’alimentazione e le posture scorrette che si riflettono in zone della testa molto sensibili al dolore. Le cefalee vengono divise in due macro gruppi: quelle primarie e quelle secondarie. Quest’ultimo include tutte quelle cefalee dovute a infezioni, patologie vascolari e traumi. Le cefalee primarie – che sono la motivazione per cui più spesso chi ne soffre si rivolge al medico – invece, in base a durata, intensità e sede del dolore vengono suddivise in tre manifestazioni: la cefalea tensiva – la più comune, con un’incidenza stimata di circa il 65% –, la cefalea a grappolo e l’emicrania, la patologia più diagnosticata.

La cefalea tensiva si caratterizza per un dolore di intensità lieve, continuo e localizzato da entrambi i lati della testa, con una sensazione di tensione nella zona delle tempie.

Entrando più nello specifico, la cefalea tensiva si caratterizza per un dolore di intensità lieve, continuo e localizzato da entrambi i lati della testa, con una sensazione di tensione nella zona delle tempie. Il suo andamento è fluttuante: può infatti risolversi con il sonno o il riposo, o ripresentarsi da svegli. Il quadro del disturbo si aggrava se si considera che la cefalea tensiva spesso si accompagna anche a una sensazione di dolore che dalla testa scende fino alla mandibola e ai muscoli delle spalle. Questa cosa incide anche sul malessere collegato, che comporta ansia, debolezza e mancanza di concentrazione.

Cefalea in tutte le forme, <br />più di un mal di testa

Estremamente dolorosa è invece la cefalea a grappolo che, a differenza dei mal di testa più generici, riguarda più la popolazione maschile che quella femminile. Si contraddistingue per attacchi di breve durata – spesso in momenti fissi della giornata – che coinvolgono un solo lato della testa, associati a lacrimazione e perdite dal naso.

Infine c’è l’emicrania, che si presenta con un dolore intenso e pulsante. Può coinvolgere un solo lato della testa o entrambi e, quasi sempre, la fronte e le tempie. Il dolore peggiora con il movimento e l’attacco di emicrania può venire scatenato da un ampio spettro di possibilità: si va dall’assunzione di determinati cibi ai cambiamenti ormonali, passando per lo stress e le variazioni climatiche e meteorologiche. Prima del manifestarsi di questo disturbo può comparire il fenomeno dell’aura, una sorta di “anticipazione” dell’emicrania vera e propria che si manifesta con offuscamenti della vista, formicolii agli arti e difficoltà nell’espressione orale. L’aura ha una durata variabile, solitamente tra pochi minuti e un’ora; la stessa emicrania ha una frequenza che cambia da paziente a paziente: c’è chi ne riferisce pochi episodi all’anno e chi, invece, può soffrire di due o tre attacchi alla settimana. Proprio per questo la cura è sempre tarata sul singolo caso.

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