Alimentazione

Come età e genere
influiscono sull’obesità

Come età e genere <br />influiscono sull’obesità
Il percorso di cura può essere condizionato da questi fattori «demografici»: ecco i numeri, secondo un recente studio

Come età e genere
influiscono sull’obesità

Il percorso di cura può essere condizionato da questi fattori «demografici»: ecco i numeri, secondo un recente studio

L’obesità è una sindrome caratterizzata da un eccessivo aumento del peso, conseguenza di una formazione di adipe nel tessuto sottocutaneo. Può manifestarsi con caratteristiche diverse a seconda del sesso e dell’età della persona in questione; questi fattori impattano non solo sulla salute fisica e mentale, ma anche sulle cure. È quanto affermato da un nuovo studio condotto da A.C.T.I.O.N. Io (Awareness, Care and Treatment In Obesity Management, an International Observation) e presentato da Novo Nordisk al congresso europeo sull’obesità del 2020.

Le persone coinvolte nella ricerca sono state circa 14.500 e con loro anche 2.800 operatori sanitari. Lo scopo era capire, appunto, come la cura dell’obesità – spesso pesantemente condizionata da percezioni, comportamenti, volontà di perdere peso – potesse essere influenzata da fattori quali genere ed età: si tratta, secondo quanto affermato dallo studio, di fattori che possono concorrere a un esito positivo o negativo delle terapie pensate per i pazienti.

Una conclusione alla quale si arriva anche dopo l’analisi di quella che è una tendenza che negli ultimi quarant’anni è sensibilmente aumentata. Novo Nordisk – multinazionale danese che opera nel settore farmaceutico – ha presentato al congresso alcuni dati interessanti, la cui lettura mostra una tangibile differenza tra uomini e donne nell’affrontare l’obesità.

Gli uomini, ad esempio, hanno più probabilità di sviluppare complicanze cardio-metaboliche (il 10%, rispetto al 4% delle donne). Le donne, invece, sono più soggette ad ansia e depressione: il doppio degli uomini, 28% contro 14%. Non solo: hanno anche una maggiore volontà di perdere peso: in media sono 4,6 – contro 3,1 – i tentativi effettuati. Sempre le donne prediligono i trattamenti farmacologici o chirurgici, anche se un dato in controtendenza è la propensione a riacquistare il peso perso già dopo sei mesi: accade nel 75% dei casi.

Un fattore evidenziato dallo studio è la pericolosità della sottovalutazione della malattia, che spinge le persone (indipendentemente dal sesso) a non chiedere aiuto, né per perdere peso né per curare le complicanze che insorgono con l’obesità. Un comportamento diametralmente opposto a quello che invece dovrebbe essere tenuto, ovvero intervenire in maniera tempestiva e precoce. In giovane età, infatti, la malattia può manifestarsi anche in modo più grave e associarsi a una latente rassegnazione.

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