L’esperto

Come lavarsi i denti,
dallo spazzolino al filo

Come lavarsi i denti, <br />dallo spazzolino al filo
L’importanza dell’arte della pulizia per prendersi cura del proprio sorriso, potentissimo «biglietto da visita»

Come lavarsi i denti,
dallo spazzolino al filo

L’importanza dell’arte della pulizia per prendersi cura del proprio sorriso, potentissimo «biglietto da visita»

Non c’è dubbio, il sorriso è il nostro miglior biglietto da visita. Esprime il nostro essere e si imprime in modo indelebile nella memoria dei nostri interlocutori. Parola di Anna Iuga-Perian, medico dentista presso lo studio Censi a Tenero/Losone (guarda il video con l’intervista in allegato a questo articolo). I controlli, a questo proposito, sono essenziali: «Noi proponiamo un appuntamento semestrale, fondamentale per verificare che nella bocca del nostro cliente sia tutto ‘a posto’ e non ci siano carie o altre patologie in corso», dice l’esperta. Che sottolinea come negli ultimi anni la situazione sia migliorata. «Sempre più persone prenotano una visita regolare dal proprio dentista di fiducia, importante anche per effettuare una pulizia professionale nei punti in cui normalmente non si riesce a spazzolare per bene».

Ma qual è la «formula magica» per lavarsi i denti come si deve? Gli ingredienti sono semplici: «Spazzolino, dentifricio, filo interterdentale, puliscilingua e colluttorio. Più che sul dentifricio - ce ne sono di marche diverse e in fin dei conti tutte vanno bene - cerchiamo di sensibilizzare i nostri clienti su come usare lo spazzolino, in particolare con la tecnica Bass».

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Questa particolare «arte della pulizia dei denti» tiene conto dell’importanza delle gengive. È soprattutto grazie a questa mucosa—sotto molto aspetti delicata—che i nostri denti sono al loro posto e va quindi trattata nel modo più attento possibile. «In passato per anni ci hanno detto di spazzolare in maniera energica. Certo, i denti di per sé potranno anche essere puliti, ma si rischia di danneggiare la gengiva. Anche per questo motivo, consigliamo uno spazzolino con setole medie, non dure».

La raccomandazione è quella di spazzolare in modo delicato dalla gengiva al dente, sia nella parte interna sia nella parte esterna, tenendo le setole dello spazzolino con un’inclinazione di circa 45 gradi rispetto all’arcata. L’ideale, poi, sarebbe di dividere la bocca in quattro «settori» in maniera tale da non dimenticare nulla, come spesso succede. «Per quanto riguarda la parte occlusionale, vale a dire la superficie del dente su cui mastichiamo, possiamo spazzolare senza nessun problema».
Infine è bene spazzolare delicatamente anche la lingua (meglio se con degli appositi puliscilingua). «Siamo tutti concentrati sulla nostra dentatura, ma spesso dimentichiamo che è proprio sulla lingua che si accumulano grandi quantità di batteri».


Una volta terminate tutte le operazioni, sciacquare la bocca per almeno 30 secondi con acqua abbondante, per liberarsi dal dentifricio. La cosa migliore sarebbe, alla fine, quella di ripetere l’operazione con del colluttorio. Senza però dimenticare il filo interdentale: «I pazienti ammettono di non avere il tempo e la voglia di passare il filo interdentale—sottolinea Iuga-Perian—, che in realtà è fondamentale sia usato tutti i giorni. Trovo che il filo cerato, da questo punto di vista, sia molto più facile da usare e permette di controllare meglio il suo inserimento tra un dente e l’altro, evitando di procurarci fastidiose ferite alle gengive». Infine, il consiglio finale per un risultato ottimale, è quello di lavare i denti almeno tre volte al giorno: la mattina dopo colazione, dopo pranzo e la sera, prima di andare a letto. Per qualsiasi dubbio, però, è necessario rivolgersi sempre al proprio dentista di fiducia.

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