La salute

COVID-19, cantare
accresce i rischi

COVID-19, cantare <br />accresce i rischi
Emettendo suoni si disperde aerosol. Mascherina, aerazione e tempi di contatto, però, possono fare la differenza

COVID-19, cantare
accresce i rischi

Emettendo suoni si disperde aerosol. Mascherina, aerazione e tempi di contatto, però, possono fare la differenza

L’aria, si sa, è il principale veicolo di trasmissione del SARS-CoV-2. Ecco perché mantenere le distanze di sicurezza e portare la mascherina è fondamentale per tutti. Negli scorsi mesi abbiamo imparato che, proprio per questo, parlare, tossire e starnutire è pericoloso in prossimità di altre persone. A volte però anche questo può non bastare. Un articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo El Pais spiega che anche cantare in una stanza ampia può essere nocivo per lo stesso motivo. Non a caso diversi cori, come quello della Scala di Milano, in assenza di un’adeguata ventilazione degli ambienti hanno dato vita a veri e propri focolai.

L’aria è il terreno preferito per lo spostamento delle goccioline respiratorie più grandi e pesanti, i cosiddetti droplets. Il virus, tuttavia, si muove anche attraverso i cosiddetti aerosol, ovvero le particelle inferiori ai cinque micrometri di diametro. Queste possono rimanere in sospensione nell’aria anche per diverse ore. Ecco perché una persona che parla in una stanza, anche quando rispetta le distanze di sicurezza, può essere pericolosa: basti pensare che con un semplice respiro vengono liberati circa 1.200 aerosol.

Loading the player...
GUARDA IL VIDEO — Mascherine di tessuto fatte in casa: sono efficaci?

La ricerca di Mariano Zafra e Javier Salas pubblicata su El Pais ha cercato di capire come limitare i contagi causati proprio dagli aerosol. Secondo loro, infatti, cantare o urlare anche in ambienti ampi aumenterebbe di circa 50 volte il rischio di contagio, rispetto a quando si resta in silenzio. Da dove iniziare, dunque, per limitare i danni?

Innanzitutto dalla mascherina. Citando un focolaio avvenuto in un coro dello stato di Washington negli Usa – in cui 53 su 60 presenti furono contagiati – i ricercatori hanno provato a fare delle ipotesi. Indossando la mascherina, a loro avviso, solo il 43% dei membri sarebbe stato colpito dal SARS-CoV-2, anziché l’87%.

COVID-19, cantare <br />accresce i rischi

In secondo luogo, anche un’adeguata aerazione avrebbe aiutato a ridurre il contagio. Accelerando i tempi delle prove di canto e favorendo il ricambio d’aria gli infetti sarebbero stati appena due, a dispetto dei 53 effettivi. Un risultato davvero importante, che ha permesso ai ricercatori di stilare una lista di tre prescrizioni fondamentali per chiunque è costretto a recarsi in un luogo chiuso in periodo di COVID-19: indossare sempre la mascherina, anche tra amici; ventilare gli spazi; non rimanere troppo a lungo nello stesso posto.

Individuati questi parametri, i ricercatori hanno sottolineato quali sono gli ambienti più pericolosi. Dopo le discoteche, messe al primo posto, ci sarebbero bar e ristoranti. La scuola, invece, sarebbe una variabile a sé. Se il paziente zero, infatti, fosse un insegnante, vista la necessità di parlare e spiegare le possibilità di contagio sarebbero molto maggiori rispetto a quelle di uno studente qualsiasi.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Benessere
  • 1