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COVID-19 e psiche
Aiuti per anziani soli

COVID-19 e psiche <br />Aiuti per anziani soli
Qualche suggerimento sulle attività da mantenere nella propria routine quotidiana

COVID-19 e psiche
Aiuti per anziani soli

Qualche suggerimento sulle attività da mantenere nella propria routine quotidiana

Si tende a stare meno all’aria aperta, si fa meno attività fisica, si trascorre più tempo da soli: sono alcuni degli effetti collaterali di questa pandemia, che rischiano di colpire soprattutto categorie più vulnerabili, come quella degli anziani. A risentirne è spesso il benessere psico-fisico e la qualità della vita in generale.

In molti casi la pandemia e le misure restrittive hanno ridotto la possibilità per gli anziani di dedicarsi a quelle attività fisiche, sociali e cognitive che permettono di sentirsi più vivi, e quindi anche più in salute. La quantità trascorsa passivamente può avere gravi ripercussioni su anziani che soffrono di «Mild Cognitive Impairment», o lieve deterioramento cognitivo, facendo crescere le possibilità di sviluppare forme di demenza. A dirlo è uno studio italiano condotto dal laboratorio di epidemiologia e ricerca clinica Laserc, coordinato dalla psicologa Simona Di Santo.

I risultati della ricerca – pubblicati sulla rivista di settore Frontiers in Psychiatry – hanno rivelato che tra le 128 persone over-60 partecipanti allo studio oltre una persona su tre ha ridotto i livelli di attività fisica in tempo di pandemia e, di conseguenza, il 70% circa del campione ha riferito un aumento della sedentarietà.

Una persona su cinque ha ridotto anche i comportamenti «attivi» in casa, come cucire, ricamare, lavorare a maglia e dedicarsi ad attività artistiche quali bricolage o giardinaggio, aumentando invece attività ricreative passive come guardare la televisione. E il 68% del campione complessivo riferisce che le notizie sulla COVID-19 apprese direttamente dai media hanno avuto un’influenza da moderata a notevole sullo stato d’animo generale.

Insomma, che purtroppo l’emergenza sanitaria causata dal dilagare del SARS-CoV-2 abbia creato, oltre che pesanti conseguenze in termini medici, anche un generale disagio psichico, soprattutto per gli anziani, è evidente. Ma quello che spesso si ignora è che c’è un modo per indurre i nonni a migliorare la propria condizione psico-fisica, nonostante distanze e solitudini. Le tecnologie che abbiamo oggi a disposizione, infatti, consentono un contatto continuativo, anche se virtuale. Per non accrescere il senso di solitudine in questa categoria vulnerabile è importante continuare a incontrarsi con cadenza regolare – limitazioni permettendo – all’aria aperta e con le dovute distanze: una passeggiata in un parco durante una soleggiata giornata d’inverno può infondere sicuramente speranza in chi più ne ha bisogno.

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