La salute

Dal carrello al piatto,
si mangia longevità

Dal carrello al piatto, <br />si mangia longevità
Non dovremmo mangiare niente all’infuori di quello che non avevano a disposizione i cacciatori-raccoglitori dell’età della pietra

Dal carrello al piatto,
si mangia longevità

Non dovremmo mangiare niente all’infuori di quello che non avevano a disposizione i cacciatori-raccoglitori dell’età della pietra

Vivere a lungo si può. A patto di fare attenzione a cosa si mette nel piatto. Ormai più nessuno lo nega. L’alimentazione conta moltissimo per mantenersi in salute e diventare longevi. E allora, come scegliere i cibi che compongono la «dieta dei centenari»?. Non è complicato. Fiori di esperti lo ripetono da tempo: il novanta per cento delle calorie deve derivare da fonti vegetali, quindi, cerali, legumi, frutta e verdura che sono ricchi di fibre. In questo modo aumenta il senso di sazietà e si mangia meno. Prendiamo esempio dai sardi ma anche dagli abitanti di Okinawa, in Giappone, che da quando hanno scoperto le proteine animali sono ancora più longevi.

Fondamentale è non mangiare più di quello che si consuma, assumere l’80-90 per cento delle calorie da cereali, legumi e vegetali; latticini sì ma con moderazione; poca carne, di qualità e bianca; niente cibi confezionati, margarina, zucchero e sale. E ancora, solo grassi buoni, pesce azzurro, frutta secca, olio di oliva extravergine; almeno un litro e mezzo-due al giorno, preferire le bevande ricche di polifenoli, come tè, caffè e vino. E, infine, mangiare, appena possibile, in compagnia. Perché una vita sociale appagante è fondamentale per il nostro benessere.

E ora passiamo al menu del centenario consigliato da un esperto: «Non è difficile: è la dieta che ci ha permesso di arrivare sino ai giorni nostri, quella evoluzionistica – dice Danilo Vaudagna, personal training ginnastica e nutrizione -. Non dovremmo mangiare niente all’infuori di quello che non avevano a disposizione i cacciatori-raccoglitori dell’età della pietra, dai latticini ricchi di calcio ai cereali fonte di fibre e vitamine, fino ai legumi ricchi di proteine. Ottimi anche frutta e verdura per l’apporto di zucchero». Se non l’avete capito ve lo scriviamo chiaramente: la dieta del centenario di Vaudagna non prevede né pasta, né riso, né pane. «Sono tutti alimenti processati. Tutto quello che è elaborato non è adatto all’organismo umano. Obesità, malattie cardiache, diabete, cancro e molte altre patologie ‘moderne’ derivano soprattutto dall’incompatibilità della nostra anatomia, diciamo così, da età della pietra, con il modo di mangiare contemporaneo». Nel menu sono ammessi i grassi provenienti dalle mandorle, noci, bacche, radici, topinambur, chiamato anche rapa tedesca. Ammessa anche la carne, quella bianca soprattutto, il pesce e le uova. «Il nostro Dna è stato programmato per vivere a lungo, ma proprio una cattiva alimentazione ci fa ammalare e morire prima», conclude Vaudagna.

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