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Fatica da schermo:
riposare gli occhi

Fatica da schermo: <br />riposare gli occhi
Un disturbo che riguarda soprattutto chi usa il computer per lavoro. Ma qualche piccola accortezza quotidiana permette di evitare i sintomi più fastidiosi.

Fatica da schermo:
riposare gli occhi

Un disturbo che riguarda soprattutto chi usa il computer per lavoro. Ma qualche piccola accortezza quotidiana permette di evitare i sintomi più fastidiosi.

Passiamo tante ore in ufficio davanti al computer e, finito il lavoro, ecco che comunichiamo via messaggi sullo smartphone e ci rilassiamo guardando un film sul tablet. E il nostro fisico ne risente. Inutile dire che la tecnologia fa ormai parte della nostra quotidianità, tanto con i suoi aspetti positivi che con quelli negativi. E, tra questi ultimi, c’è senz’altro il cosiddetto affaticamento da schermo. Si tratta di un disturbo che interessa in modo particolare la vista, che risulta offuscata, e gli occhi, con fastidio, arrossamento e secchezza. A questi sintomi si accompagnano spesso mal di testa e dolori al collo e alle spalle: ne soffrono quasi sei persone su dieci tra coloro che usano in maniera abituale computer e dispositivi digitali di vario genere.

Se l’affaticamento da schermo è una condizione costante sarebbe meglio correre ai ripari il prima possibile, per evitare effetti negativi. Per questo, nel caso di una sintomatologia molto frequente o se si notano sensibili peggioramenti della vista, è sempre bene consultare un medico che saprà fornire tutte le informazioni – e le eventuali cure – necessarie. Per il resto, qualche piccola accortezza consente di combattere questo disturbo. La prima è quella di prevedere una visita oculistica annuale se si rientra nei soggetti che fanno largo uso di dispositivi elettronici. Questo permetterà di tenere controllata costantemente la salute degli occhi e di intervenire tempestivamente in caso di problemi. Ideale, poi, sarebbe seguire la cosiddetta «regola del 20-20-20»: ogni 20 minuti staccare gli occhi dallo schermo del computer per fissare un oggetto distante 20 piedi (circa 6 metri) per almeno 20 secondi. Un altro piccolo esercizio consiste nel guardare un oggetto lontano per 15 secondi e poi un altro oggetto vicino per altri 15 secondi, per dieci volte consecutive. In questo modo la vista non si impigrisce e si tende ad evitare il calo della capacità di focalizzazione che solitamente si accompagna all’uso prolungato del pc.

Sbattere di frequente le palpebre, inoltre, aiuta la lacrimazione ed evita l’insorgere della secchezza. Forse non tutti sanno, infatti, che, quando si lavora al computer, si tende a sbatterle con meno frequenza. Anche in questo caso gli esperti consigliano un piccolo esercizio: ogni 20 minuti sbattere le palpebre 10 volte, chiudendo gli occhi molto lentamente. Attenzione va fatta anche alla luce degli ambienti in cui vengono utilizzati i dispositivi e, soprattutto sul luogo di lavoro, andrebbe evitata un’illuminazione intensa. Se questa proviene dall’esterno, si può ridurre grazie a tende e persiane; meglio anche accendere meno lampadine possibili, diminuirne l’intensità e preferire quelle che emanano una luce soffusa. Il consiglio in più? Sistemare lo schermo del computer in modo che le finestre siano di lato e non davanti o alle spalle. E, a proposito di computer: anche regolare le impostazioni relative alla luminosità, alle dimensioni e al contrasto del testo può essere utile per impedire il manifestarsi dell’affaticamento da schermo.

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