Lo studio

Il movimento scaccia...
la morte prematura

Il movimento scaccia...<br />la morte prematura
Non conta se si corre una maratona o si passeggia attorno all’isolato, l’importante è alzarsi dal divano e iniziare a muoversi

Il movimento scaccia...
la morte prematura

Non conta se si corre una maratona o si passeggia attorno all’isolato, l’importante è alzarsi dal divano e iniziare a muoversi

Un killer silenzioso si aggira tra uffici, salotti e poltrone di tutto il mondo. Si tratta di un assassino suadente e persuasivo, che fa leva sulla nostra pigrizia. Stiamo parlando della sedentarietà. La scienza ha ormai dimostrato che l’inattività fisica riscuote un altissimo numero di vittime. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è il quarto principale fattore di rischio di mortalità globale e causa ogni anno 3,2 milioni di decessi. In particolare, l’ente stima che l’inattività fisica è responsabile di circa il 30% delle malattie cardiache, il 27% del diabete e il 21-25% dei tumori di seno e colon. Nonostante i dati allarmanti, però, ci muoviamo ancora troppo poco. È ancora l’Oms a svelare gli altarini e inchiodarci alle nostre responsabilità. I ricercatori sostengono che 1,4 miliardi di persone nel mondo non fanno abbastanza sport e mettono a rischio la propria salute.

Le buone notizie arrivano, però, dall’Università di Oslo. In uno studio pubblicato sul British Medical Journal, gli scienziati norvegesi dimostrano che fare attività fisica a qualsiasi intensità riduce i rischi di una morte prematura dai 50 anni in poi. Non conta se si corre una maratona o si passeggia attorno all’isolato, l’importante è alzarsi dal divano e iniziare a muoversi. Gli autori della ricerca hanno analizzato i dati appartenenti a oltre 36mila adulti di almeno 40 anni seguiti per diversi anni. Sono arrivati alla conclusione che ogni tipo di movimento, anche blando, è associato a un minor rischio di decesso. Il tasso è invece destinato ad aumentare per chi conduce una vita sedentaria.

Lo studio distingueva tra attività fisiche leggere, moderate o pesanti. Le prime comprendevano camminate lente e mansioni come cucinare o lavare i piatti. Tra le seconde rientravano le camminate veloci o passare l’aspirapolvere. Portare carichi pesanti, scavare e fare jogging facevano parte delle terze. Il periodo di follow-up della ricerca è durato sei anni: in questo lasso di tempo, 2.149 partecipanti sono morti. Dopo aver considerato gli altri fattori che avrebbero potuto interferire, i ricercatori hanno concluso che, a prescindere dall’intensità, il rischio di morte fosse minore nei soggetti che facevano un qualche tipo di movimento.

Chi svolgeva ogni giorno almeno 300 minuti di attività leggera o 24 minuti di moderata vantava un tasso di mortalità più basso rispetto ai sedentari. I soggetti più pigri, invece, presentavano un numero di decessi circa cinque volte superiore rispetto a quello delle persone più attive. Ma il dato forse più allarmante è l’elevato incremento del rischio di morte per chi conduceva una vita sedentaria per oltre 9,5 ore su 24. Se, da una parte, lo studio norvegese potrebbe spaventare, dall’altra conferma che basta davvero poco per iniziare a prendersi cura del proprio benessere. È sufficiente vincere la pigrizia e fare una lavastoviglie in meno per iniziare a stare meglio.

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