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Lo sport come alleato
nella lotta al cancro

Lo sport come alleato <br />nella lotta al cancro
L’attività fisica non serve solo come arma preventiva, ma è un aiuto fondamentale per sopportare meglio le terapie oncologiche

Lo sport come alleato
nella lotta al cancro

L’attività fisica non serve solo come arma preventiva, ma è un aiuto fondamentale per sopportare meglio le terapie oncologiche

Che l’attività fisica sia una buona arma per prevenire l’insorgere dei cancro è un fatto assodato da anni e dimostrato da numerose ricerche scientifiche. Recentemente l’American Cancer Society ha aggiornato le proprie linee guida sulla prevenzione dei tumori e ha deciso di raddoppiare il tempo di attività fisica consigliata, portandolo a cinque ore settimanali per uno sforzo moderato (cioè circa 40 minuti ogni giorno). Per gli sforzi intensi, la soglia consigliata è invece quella delle due ore e mezza a settimana.

Dedicarsi a un’attività sportiva si rivela però fondamentale anche per chi ha già avuto una diagnosi di cancro. Fare movimento infatti favorisce il benessere del corpo e anche quello della mente, aiutando il paziente a non «lasciarsi andare» nella battaglia contro la patologia. Lo sforzo va ovviamente modulato sulla base delle proprie possibilità fisiche e delle condizioni di salute del momento: improvvisarsi maratoneti o ciclisti professionisti da un giorno all’altro rischia di portare più danni che vantaggi.

Di sicuro però la terapia sportiva, seguita da specialisti preparati, sta ottenendo sempre più spazio e considerazione all’interno della riabilitazione oncologica. Secondo quanto afferma la Lega svizzera contro il cancro nella sua guida per i malati di tumore, fare movimento produce un effetto positivo sulle prestazioni e sulla qualità della vita e allo stesso tempo può rendere un po’ più tollerabili le terapie oncologiche.

Su questo tema non mancano le evidenze scientifiche. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal Open, coordinato da ricercatori dell’Università del Surrey (Gran Bretagna), ha valutato l’impatto di una moderata ma costante attività motoria (30 minuti di camminata a giorni alterni) nei pazienti con un cancro in fase avanzata. Si è visto che la maggioranza dei partecipanti all’esperimento che avevano svolto tale attività hanno segnalato un approccio più sereno e consapevole verso la malattia e il miglioramento di una serie di parametri cardiovascolari.

Come già accennato, la pratica sportiva va però affrontata con le dovute cautele e seguendo le indicazioni del proprio medico. In generale il consiglio è di allenarsi tutti i giorni per almeno una ventina di minuti, effettuando una combinazione di esercizi aerobici e di resistenza.

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