La scienza

Mattinieri si nasce,
è scritto nei geni

Mattinieri si nasce, <br />è scritto nei geni
Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha individuato le regioni del genoma umano che identificano le persone riposate e attive fin dal suono della sveglia

Mattinieri si nasce,
è scritto nei geni

Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha individuato le regioni del genoma umano che identificano le persone riposate e attive fin dal suono della sveglia

Le persone si dividono in due categorie: da una parte i mattinieri, dall’altra i tiratardi. Per i primi bastano relativamente poche ore di sonno per sentirsi riposati e appagati: quando suona la sveglia scattano in piedi e nel giro di qualche minuto il loro cervello è già attivo e pronto a dedicarsi alle attività della giornata. I secondi, invece, amano indugiare sotto le coperte e di solito non riescono a biascicare mezza parola prima di una bella tazza di caffè. Per anni abbiamo pensato che le abitudini fossero le sole cause di questi comportamenti. Ora però uno studio condotto dell’azienda di biotecnologie californiana 23andMe e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications chiama anche la genetica al banco degli imputati: secondo gli scienziati, a segnare la distinzione tra i due stili di vita non sarebbero tanto le regole di comportamento ma piuttosto i geni.

Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno condotto un esperimento con quasi 90mila volontari. Ai soggetti è stato chiesto di rispondere a una serie di domande relative ai loro ritmi sonno-veglia. Gli scienziati hanno analizzato il profilo genetico dei partecipanti. I dati sono stati poi incrociati con i risultati dei questionari: gli studiosi hanno provato a capire se una specifica variante genetica fosse predittiva rispetto alle risposte. Dal confronto è emerso che esistono 15 regioni del genoma in grado di predire le preferenze dei volontari rispetto al loro ritmo circadiano.

Mattinieri si nasce, <br />è scritto nei geni

A fare la differenza non sono le singole regioni del genoma, ma la loro combinazione. Se una sola variante del DNA sposta le chance di essere mattinieri del 5-25%, le probabilità aumentano considerevolmente se sono presenti tutte contemporaneamente. Le correlazioni (e non le relazioni di causa-effetto) riguardano anche altri parametri: le persone attive fin dal primo mattino sono meno inclini alla depressione, soffrono meno di insonnia e sono meno bisognose di riposare otto ore a notte rispetto ai nottambuli. Tendono inoltre ad avere un indice di massa corporea più basso.

Gli scienziati, però, invitano a prendere i risultati con le pinze. I volontari hanno risposto al questionario via web, in un ambiente quindi non completamente controllato. La ricerca poi non prende in esame indicatori geografici, fondamentali nella definizione dei bioritmi. L’analisi del genoma, infine, non è stata in grado di identificare con precisione la correlazione tra singoli geni e volontari. Se in futuro ulteriori ricerche confermassero queste prime evidenze i risvolti per la salute sarebbero importanti: si potrebbe ad esempio determinare con esattezza l’ora migliore per somministrare trattamenti medici ai pazienti sulla base delle sole caratteristiche genetiche, aumentandone così l’efficacia.

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