I consigli

Nel grande labirinto
delle casse malati

Nel grande labirinto <br />delle casse malati
Diventa sempre più complicato districarsi nella quantità e varietà di offerte, tariffe, condizioni. Come in un videogioco ispirato a Tetris o a Pac-Man. (Illustrazione di Gabriele Zeller per il Corriere del Ticino)

Nel grande labirinto
delle casse malati

Diventa sempre più complicato districarsi nella quantità e varietà di offerte, tariffe, condizioni. Come in un videogioco ispirato a Tetris o a Pac-Man. (Illustrazione di Gabriele Zeller per il Corriere del Ticino)

«Come prima, più di prima»: sono le parole di una canzone entrata nella memoria collettiva, adatte a molte occasioni ma soprattutto al periodo che coincide con l’annuncio dei premi delle casse malati in Ticino. Quest’anno hanno segnato una crescita media del 2,1% per il 2021, con l’immancabile fiammata di polemiche tra Berna e Bellinzona. Ma gli esperti avvertono: non si scappa. Aumentano i costi? Aumentano anche i premi e sono ormai finiti i tempi in cui c’era la corsa alla tariffa più bassa. In passato bastava cambiare cassa malati per mettere da parte un bel gruzzolo.

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«Il risparmio si è affievolito nel corso degli anni: oggi la differenza tra la più cara e la meno cara è dell’11%, nel 2015 era del 45%», ha spiegato Matteo Veri, collaboratore scientifico dell’Area di gestione sanitaria del Dipartimento della sanità e della socialità, al Corriere del Ticino. Ma il cittadino comune ha qualche possibilità per districarsi in questo labirinto o perlomeno trovare una direzione da seguire per evitare di cadere nelle insidie dei «vicoli ciechi»?

La sorpresa della franchigia

Il primo pensiero va al ritornello «franchigia massima, premio minimo» per spendere meno. Attenzione, però, perché vale solo per chi è in perfetta salute: non tutti possono permetterselo. Chi imposta questo valore al massimo (2.500 fr.) compie un gesto anti-solidale, andando contro il principio fondante della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). Se ci sono in ballo interventi chirurgici, poi, va da sé che questa scelta è assolutamente da evitare.
Occhio anche alle opzioni che potrebbero nascondere sorprese molto costose sotto un risparmio immediato, proposte regolarmente dai broker. Alcuni modelli, ad esempio, impongono di telefonare a un «centralino» per segnalare il caso prima di accedere a qualsiasi prestazione. Ma nel momento del bisogno spesso ci si dimentica di questa «clausola», attivando una spesa completamente a carico del cittadino, senza nessuna possibilità di rimborso.

Le assicurazioni complementari

Chi, in passato, ha sottoscritto delle assicurazioni complementari dovrebbe tenersele strette. Questo vale soprattutto per i giovani, che possono stipularne molte, dato che per gli assicurati «a rischio» o più anziani è praticamente impossibile ottenere anche solo una polizza per una camera privata.
Il problema nasce dal fatto che questo tipo di offerta rientra sotto l’egida del diritto privato e permette all’assicuratore di escludere qualsiasi rischio, rifiutando la prestazione senza nemmeno dare una motivazione. Uscire da una complementare è molto semplice e basta una lettera, ma tornare indietro e riappropriarsene può risultare difficile.

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Il medico di famiglia

Indipendentemente dal fatto che si scelga un modello con il medico di famiglia o meno, il consiglio è identificare un proprio medico di fiducia o di riferimento: questa opzione permette un risparmio di premio rispetto alla soluzione che punta sulla «libertà assoluta».
Viste le pressioni degli assicuratori a cui è sottoposto il sistema (secondo quanto avvertono i beninformati), è molto probabile che in futuro il medico di famiglia non sia solo una figura che fornisce un consiglio e che conosce bene lo storico del paziente—evitando spesso e volentieri quei comportamenti poco virtuosi da parte di coloro che si precipitano da uno specialista—, ma che diventi un vero e proprio, definiamolo così, «prescrittore»: con un giro di vite da parte degli assicuratori, chi «sgarra» il percorso di cura tracciato, anche di poco, rischia di dover farsi carico di tutti i costi.
Gli esperti assicurano che la musica del futuro potrebbe essere proprio questa. Meglio quindi prepararsi per tempo.

Le regole sui medicamenti

Un elemento da verificare con attenzione, specialmente quando si passa da una cassa malati all’altra per avere un premio più conveniente, è il comportamento del nuovo assicuratore a proposito dei costi dei farmaci. Spesso un premio più basso significa che il costo dei medicamenti deve essere anticipato di tasca propria, per poi presentare la fattura alla cassa malati e ottenerne il rimborso. In questo caso non avviene il pagamento diretto tra la farmacia e l’assicuratore e così una persona con qualche problema di salute potrebbe trovarsi in difficoltà, soprattutto se i farmaci di cui necessita sono particolarmente costosi. Spesso questa è una grande sorpresa che si «scopre» nel momento in cui si arriva alla cassa.

Respingere le telefonate

Infine, un «vicolo cieco» da evitare a tutti i costi nel grande «labirinto» delle casse malati è quello dei famigerati sondaggi telefonici. Si tratta di gravi invasioni della privacy, anche solo per la semplice domanda su quale sia la cassa malati a cui siamo assicurati.
Spesso dietro queste chiamate si nascondono società più o meno misteriose che cercano di «liberare» certi assicuratori da chi potrebbe causare costi più alti. O, come detto, propongono pacchetti che spesso nascondono comportamenti inaspettati. Meglio salutare educatamente e riagganciare.

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L’INTERVISTA

«Il sistema è rimasto
indietro nel tempo»

Il modello di assicurazione sanitaria in Svizzera è «arretrato» e risale a un periodo storico di crescita economica. «Oggi è inadeguato. In teoria gli aumenti avrebbero dovuto seguire il rincaro, ma il quadro è ben diverso», sostiene il consulente Bruno Cereghetti, ex capo dell’Ufficio dell’assicurazione malattia ticinese.
Eppure le casse malati hanno miliardi di franchi nelle riserve...
«È un regalo del sistema agli assicuratori. Cambiare la legge per sbloccarle sarebbe semplice, eppure il Parlamento si arena ogni volta che ci prova. Un’impostazione del genere è scandalosa, senza contare che quando queste riserve si sciolgono, sono distribuite iniquamente».
Una sola cassa pubblica, uguale per tutti, risolverebbe il problema?
«In passato è una soluzione che ho sostenuto, oggi non ci credo più. Basta vedere lo scempio fatto all’assicurazione invalidità. Il contenimento dei costi ha una prevalenza assoluta; non è più sociale».
Dove intervenire?
«Occorre abbattere i costi, ma questo crea una medicina di serie B, colpendo
la parte più debole della popolazione. Togliamoci dalla testa che si possa offrire una medicina di qualità accessibile a tutti a costi stracciati. Si deve reagire, a costo di colpire altre realtà e creare malumori».
In che senso?
«Bisogna capire quale sia la priorità, quali sono gli obiettivi. Vogliamo una sanità di alto livello? Allora la Confederazione dovrà tagliare fondi altrove: ad esempio agli impianti di risalita, alla cinematografia, all’agricoltura o al mondo dello sport».
Che intervento proporrebbe?
«Un finanziamento federale che vada a calmierare tutti i premi dell’assicurazione malattia è un’ipotesi sostenibile, senza aumentare le imposte, ovvio. Anche
una maggiore responsabilità individuale dovrebbe essere incentivata».
Quanto tempo ci rimane?
«La salute di qualità per tutti è un bene fondamentale per la società. Muoviamoci, altrimenti arriverà uno tsunami ingestibile».

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La complementare:
una miriade di offerte
da far perdere la testa

Vi siete mai chiesti se oltre all’assicurazione di base sia necessario anche stipulare un’assicurazione complementare? Probabilmente sì, ben sapendo che mentre l’assicurazione di base è obbligatoria e offre prestazioni uguali per tutti, la complementare è facoltativa e a dipendenza delle varie compagnie propone un ventaglio di coperture vastissimo e non sempre facile da decifrare. Non solo: spesso il mercato offre dei pacchetti che comprendono magari anche prestazioni indesiderate, ma una vera e propria soluzione à la carte non esiste.
Una cosa da sapere assolutamente è che nessuno è obbligato ad affiliarsi per le complementari alla stessa cassa malati che copre le prestazioni obbligatorie per legge.
Mentre una cassa malati ha l’obbligo di accettare qualsiasi assicurato senza porre alcuna riserva per quanto concerne l’assicurazione base, le complementari soggiaciono al diritto privato e pertanto nessuna compagnia ha l’obbligo di accettazione in caso di richiesta: tutte esigono che si compili un questionario sulla salute e possono presentare riserve o addirittura negare l’affiliazione.
Come detto le assicurazioni complementari sono tantissime: ci sono coperture nell’ambito della medicina alternativa, della maternità, c’è chi propone coperture dei costi nell’ambito della prevenzione (per esempio per abbonamenti a centri fitness), sono coperte emergenze, costi per gli occhiali, servizi odontoiatrici e di ortodonzia, costi di salvataggio e trasporto, medicamenti e mezzi ausiliari, ma anche psicoterapia con psicologi senza formazione medica. Nel campo ospedaliero si possono concludere contratti per le degenze stazionarie in reparto semiprivato o privato in camera doppia o singola, nel qual caso i pazienti saranno operati con trattamento privilegiato dal primo assistente, dal primario o da un medico indipendente. L’importante, prima di affrontare questi costi supplementari importanti, è chiarire bene quale siano le proprie esigenze.
T.B.

Figli: la notifica prenatale
è caldamente consigliata

La cicogna sta per bussare a casa vostra? Ecco alcuni consigli in materia di assicurazione malattia che vi eviteranno brutte sorprese.
Intanto è giusto sapere che anche i neonati devono essere obbligatoriamente assicurati e a ciò deve provvedere il loro rappresentante legale. Affinché questa copertura sia resa possibile, deve essere conclusa un’assicurazione al più tardi tre mesi dopo la nascita del piccolo. Bambini e genitori non devono per forza essere assicurati presso la stessa cassa malati. La scelta è libera all’interno delle casse autorizzate, l’affiliazione all’assicurazione di base è garantita, gli assicuratori sono tenuti ad accettare chiunque la chieda.
In caso di affiliazione tardiva, ossia dopo il termine dei tre mesi dalla nascita del bimbo, la copertura assicurativa non decorre dalla nascita, bensì dal giorno dell’affiliazione, ciò che comporta l’assunzione di eventuali spese maturate in precedenza da parte dei genitori.
Il consiglio per tutte le neo-mamme e i neo-papà è però quello di annunciare ad una cassa malati l’arrivo di un figlio ancora prima della sua nascita: la notifica prenatale offre due importanti vantaggi ai futuri genitori. Innanzitutto il figlio viene assicurato dal primo minuto: se dovesse nascere prematuramente o con una malattia, la copertura sarebbe valida da subito. In secondo luogo, il bambino in questo modo potrà approfittare di un’ammissione illimitata nell’assicurazione complementare, sempre che la cassa malati scelta la preveda.
Sull’utilità di un’assicurazione complementare per i figli si può discutere a lungo, ma prima della nascita è difficile escludere con assoluta certezza che il nascituro non possa venire al mondo con qualche difetto congenito. In quel caso una complementare - che può in seguito essere disdetta a dipendenza dei termini contrattuali - potrebbe essere d’aiuto, esattamente come le coperture odontoiatriche, che devono essere concluse prima che il dentista scopra una malocclusione.
T.B.

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