La salute

Occhio e luce blu
rischio allo schermo

Occhio e luce blu <br />rischio allo schermo
Emessa dagli schermi LCD e LED di smartphone, tablet e LED può danneggiare gli occhi e altera il il normale ritmo sonno-veglia

Occhio e luce blu
rischio allo schermo

Emessa dagli schermi LCD e LED di smartphone, tablet e LED può danneggiare gli occhi e altera il il normale ritmo sonno-veglia

Non tutta la luce fa bene agli occhi. Nonostante rappresenti l’elemento fondamentale per il processo della visione, il suo spettro di lunghezze d’onda ne comprende di più o meno nocive. Come la famigerata luce blu, di cui tanto si parla in questi ultimi anni.

Innanzitutto si deve sapere che la luce è un’onda elettromagnetica e che l’occhio umano è in grado di percepirla nello spettro (frequenza) compreso tra 390 e 700 nanometri (nm) di lunghezza. Tutto ciò che si trova al di sopra di questi valori viene definito infrarosso, le lunghezze d’onda al di sotto costituiscono lo spettro dell’ultravioletto.

Come tutte le onde elettromagnetiche, anche la luce interagisce con la materia, ovvero con ciò che colpisce. Tutti conoscono, ad esempio, gli effetti nocivi degli ultravioletti (UV A e B) prodotti dalla radiazione solare. La dimostrazione di un progressivo danno agli occhi esposti a questi raggi ha portato allo sviluppo di appositi filtri, oggi presenti nella stragrande maggioranza degli occhiali.

Da poco tempo sono emerse le prime evidenze scientifiche che riportano un’altra famiglia di lunghezze d’onda potenzialmente nocive per l’occhio, ovvero quelle comprese tra i 380 e i 500 nm: si tratta dello spettro della luce blu. Questa particolare radiazione è emessa in maniera più o meno evidente da tutte le fonti di luce, ma qui ci riferiamo principalmente a quella emessa dai dispositivi LCD e LED, come gli smartphone, tablet, TV e PC e dai sistemi di illuminazione a basso consumo energetico.

Questo tipo di luce fa normalmente parte dello spettro naturale cui siamo esposti durante la giornata, ma smartphone, tablet e LED ne emettono molta, poiché è così intensa da far sì che sia l’unica che rende gli schermi ben visibili anche al sole. È solo negli ultimi 10 o 20 anni che abbiamo cominciato a esporre i nostri occhi alla luce blu durante le ore notturne, dunque gli effetti a lungo termine rimangono per ora sconosciuti, o per lo meno non comprovati. Per quanto riguarda i rischi legati alla vista, gli oftalmologi stanno studiando gli effetti causati dall’esposizione costante alla luce blu, che starebbero confermando un legame con la degenerazione maculare precoce della retina. In aggiunta, la luce blu influisce direttamente e pericolosamente sulla produzione della melatonina, interferendo con l’orologio biologico e il ritmo sonno-veglia (ritmo circadiano).

Per limitare i problemi dovuti all’eccessiva esposizione alla luce blu è necessario seguire pochi semplici consigli. Innanzitutto è bene fare un uso moderato di smartphone, pc e tablet, tenendoli alla giusta distanza e, magari, non posizionarli nella camera da letto. Evitarne l’uso la sera e in particolare nell’ora prima di andare a dormire è particolarmente indicato. Infine, ma questo vale sempre, anche senza luce blu, fare regolari controlli dall’oculista di fiducia.

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