La ricerca

Più felici e in salute
grazie al volontariato

Più felici e in salute <br />grazie al volontariato
Uno studio statunitense condotto su 9.000 giovani dimostra la correlazione tra l’impegno civico e un maggior benessere psico-fisico

Più felici e in salute
grazie al volontariato

Uno studio statunitense condotto su 9.000 giovani dimostra la correlazione tra l’impegno civico e un maggior benessere psico-fisico

La scienza dimostra quello che per molti è sempre stato più di una sensazione: fare del bene agli altri costituisce un fattore rilevante per l’aumento della qualità della vita. A sostenerlo è una ricerca condotta dalla Scuola di medicina Wake Forest e dalle università Fordham e del Massachusetts. Le rilevazioni sono state effettuate su una platea di oltre 9.000 tra adolescenti e giovani adulti, seguiti per quasi 15 anni fino a generare una mole cospicua di dati da analizzare.

Lo studio evidenzia come i soggetti impegnati in progetti di volontariato godano di benefici a livello psicologico che si ripercuotono su vari aspetti della vita, proteggendoli da sintomi depressivi e ponendo le basi per migliori abitudini, anche alimentari. Ne deriva uno stato di salute mentale che porta ad un più alto rendimento scolastico e professionale, frutto di una spinta a migliorarsi legata ad una maggiore soddisfazione per la propria esistenza.

Non è un caso se da anni diversi esperti in ambito psicoterapeutico consiglino il volontariato a soggetti depressi o a rischio depressione, per via di effetti benefici basati su meccanismi di attivazione ancora oggetto di studio. Alcune ipotesi pongono l’accento sul maggior tempo passato in movimento all’aria aperta, altre invece si basano su presupposti più direttamente legati alla psiche. L’agire altruista protegge ad esempio dal senso di colpa legato a vicende personali spiacevoli e regala l’opportunità di riparare a proprie disattenzioni. Contribuisce inoltre ad aumentare l’autostima anche solo grazie a un semplice ma sincero ringraziamento ricevuto.

E se da un lato le motivazioni per fare volontariato sono quelle più comunemente accettate, come il puro senso di altruismo e solidarietà, dall’altro entrano spesso in gioco bisogni più personali. Tra questi anche la necessità di mettersi alla prova dando uno sfogo pratico a particolari predisposizioni, oltre all’opportunità di sviluppare competenze in quello che per i giovani può essere un primo banco di prova in vista della futura vita lavorativa.

Inoltre, le attività di volontariato sono privilegiate dalle persone anziane nell’ottica del cosiddetto invecchiamento attivo. L’impegno civico, in questo senso, aiuta chi ha raggiunto la terza età a sentirsi ancora utile, dando uno scopo a cui destinare il tempo libero e favorendo anche la socializzazione. Dunque un dare agli altri che restituisce molto a chi si mette in gioco, in una mescolanza di spinte ad agire per le quali è ottimale trovare un punto d’equilibrio.

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