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Proteggere la pelle
dagli agenti esterni

Proteggere la pelle <br />dagli agenti esterni
Sono tanti i tipi di raggi da cui oggi è importante difendere il derma, anche perché è proprio quest’ultimo a determinare a prima vista la nostra età

Proteggere la pelle
dagli agenti esterni

Sono tanti i tipi di raggi da cui oggi è importante difendere il derma, anche perché è proprio quest’ultimo a determinare a prima vista la nostra età

Si fa molta attenzione ai raggi UV, e questo è noto. Creme solari, occhiali scuri e cappelli di varie dimensioni, infatti, sono solo alcuni degli strumenti utili a ripararci dal sole in eccesso e, soprattutto, dai danni che il suo diretto contatto con la nostra pelle crea di conseguenza. Per «photo-aging», infatti, si intende proprio quel fenomeno di precoce invecchiamento cutaneo legato all’assorbimento da parte della nostra epidermide degli ultravioletti, che si traducono poi in rughe d’espressione anzitempo.

Eppure la luce del sole non è l’unica ad essere nociva per la pelle umana, perché anche la cosiddetta luce blu, cioè quella prodotta dai device elettronici che usiamo ormai continuamente, a lungo andare può rivelarsi estremamente dannosa. Non a caso molti dermatologi si stanno chiedendo come combattere questo nuovo nemico. Ad esempio Norma Cameli, la responsabile del dipartimento di dermatologia correttiva presso l’Istituto San Gallicano di Roma, sostiene che rispetto ai raggi ultravioletti del sole la luce blu è meno pericolosa ma più subdola, perché del sole notiamo gli effetti, come l’abbronzatura, e i danni a breve termine, come arrossamenti ed eritemi, mentre della luce blu apparentemente non vediamo alcuna conseguenza né positiva né negativa.

Eppure la continua esposizione ai dispositivi digitali genera stress ossidativo cutaneo, il che aumenta i radicali liberi e l’attivazione di tutti quegli specifici enzimi che degradano il collagene e l’elastina naturalmente presenti nella pelle. Tutti questi fattori, inoltre, contribuiscono anche a stimolare l’iper-pigmentazione del derma e, quindi, l’insorgenza di antiestetiche macchie cutanee.

È bene però ricordare anche che esiste un determinato tipo di luce blu che va d’accordo con la nostra pelle, anzi, che le è amica. Ad esempio alcuni apparecchi medicali, come quelli usati per diversi trattamenti, sfruttano proprio questi «raggi» per trattare, anche efficacemente, diverse patologie infiammatorie a carico della cute quali l’acne e la rosacea. La differenza principale tra i due tipi di luce blu, quindi, come spesso accade in generale riguarda non l’elemento in sé, ma il modo in cui viene usato. Infatti mentre quella che proviene dalle attuali tecnologie a disposizione risulta nella maggioranza dei casi eccessiva e continuativa proprio per via dell’utilizzo che oggi tutti mediamene fanno delle apparecchiature digitali, la luce blu prodotta da determinati e controllati dispositivi medici viene regolata in base alle specifiche esigenze di ciascun paziente e dosata su tempi di posa precisi suddivisi in determinati numeri di sedute calibrate su misura e certamente mai standard.

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